Una perizia psichica per Olindo e Rosa «Meglio il suicidio che vivere separati»

La difesa pronta a chiedere un test per stabilire la loro capacità di intendere e volere

nostro inviato a Como

«A questo punto è inutile nascondere le nostre intenzioni: chiederemo l'assoluzione di Olindo Romano e Rosa Bazzi per insufficienza di prove e, in subordine, la perizia psichiatrica perché, alla luce di quanto emerso oggi, non si può emettere una sentenza prima di esaminare due personalità come le loro». Così parlò ieri, in una pausa del processo, Enzo Pacia, capocordata della triade difensiva.
Fate il vostro gioco, dunque. Ora i legali di Olindo e Rosa puntano sul nero. Sul nero della psiche dei due imputati della strage di Erba, sul buio del labirinto della loro mente, che li ha portati a tre confessioni consecutive e poi all'improvvisa ritrattazione. Puntano sul nero e sul buio di due personalità «patologicamente disturbate» e sul nero di una concreta possibilità, che i due si tolgano la vita, una volta condannati e quindi, ovviamente, separati per sempre. Ma è anche la convinzione della psicologa del carcere Bassone, Graziella Mercanti, cui Olindo Romano raccontò di aver fatto «un patto comune di suicidio» con la moglie perché «non riuscivano a contemplare una vita separata». Dice la psicologa nella sua deposizione: «L'impossibilità di stare insieme era per loro annichilente tanto che Olindo ripeteva che se non avesse potuto scontare la pena con la moglie l'avrebbe fatta finita, smettendo di alimentarsi».
«Se anche dovessi uscire dal carcere - ripeteva l'imputato - non ce la farei senza di lei». E anche Rosa, ha aggiunto la dottoressa, parlò di intenzioni suicide, e le disse più volte: «La mia esistenza è finita». Dopo la psicologa è stata la volta della psichiatra Nunzia Chieppa, ingaggiata dalla difesa per decodificare il comportamento di Olindo e Rosa. «È evidente - ha spiegato - che siamo di fronte a una patologia di coppia che rientra nei casi di schizofrenia paranoide. I due vivevano e vivono in una sorta di bolla e si sentono perseguitati dal mondo esterno, con cui non vogliono entrare in contatto. In più la vita di coppia di Rosa e Olindo non è strutturata su un rapporto di parità come lo intendiamo tra adulti, ma, al contrario, Rosa è una bimba che col suo atteggiamento condiziona le azioni di Olindo, una sorta di marito-padre. Per dirla alla francese - ha concluso - siamo in presenza di una folie à deux, una follia a due». Ma le deduzioni della dottoressa Chieppa sono state duramente rigettate dal pm Massimo Astori e dai legali di parte civile. Che le hanno contestato di aver lavorato solo su documenti, di non aver mai incontrato i due imputati e nemmeno di aver visionato il video con le confessioni dei due raccolte dal perito della difesa, il criminologo Picozzi.