Le perle della Liguria diventano straniere

(...) Ecco il mercato immobiliare a Genova e provincia nella fotografia del nuovo «Borsino Immobiliare 2008» elaborato da Fimaa, la Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari, e presentato ieri nella sede Ascom di Genova. La crisi sui mutui americani è lo stop che ha arrestato la lievitazione dei prezzi del mattone. Il calo c'è stato; ma nessun crollo. Di fronte a questo ridimensionamento dei prezzi il mercato immobiliare genovese reagisce con tendenze opposte. Da una parte la riforma del governo sulla portabilità dei mutui ha corretto la scarsa disponibilità delle banche a concedere la rinegoziazione. È una boccata d'ossigeno alle famiglie sotto sforzo economico per pagare le rate del loro mutuo.
Dall'altra parte però le istituzioni locali sono in ritardo di fronte ad una domanda di immobili che si è trasformata. Le famiglie italiane restano la tipologia principale dei proprietari ma sono affiancate da una quota crescente di famiglie di immigrati, soprattutto sudamericani e nordafricani - gli stessi attivamente protagonisti anche sul versante commerciale, dove la grande distribuzione continua a mietere vittime nei piccoli negozi familiari che finiscono rilevati proprio dagli immigrati. Un'altra tendenza rilevante è quella dei «singles di ritorno». Quando finisce una convivenza o un matrimonio, il single ha urgente bisogno di un'abitazione in affitto, disponibile in tempi brevissimi e con una metratura ridotta. Perciò il presidente genovese di Fimaa, Pier Luigi Bairo, auspica che le amministrazioni locali assumano posizioni meno intransigenti e burocratizzate, iniziando a lavorare sulla semplificazione urbanistica.
Analoga difficoltà anche nelle riviere. Nonostante la vivacità di un mercato turistico dove però spicca soprattutto l'incremento degli acquirenti russi e inglesi. Pesa infatti la mancanza di un vero sistema turistico che attiri anche compratori. Così i gioielli della Liguria diventano terreno di conquista per gli stranieri. L’Ascom avanza una seria critica al sistema turistico della regione, fatto di tanti progetti che si infrangono però sulle cose più semplici. Basta un esempio: Chiavari, Santa Margherita Ligure e Portofino sono assistite solo da tre agenzie di promozione turistica, per giunta chiuse la domenica. Allora l'investimento immobiliare deve mettere in conto una realtà locale frammentata, dove le istituzioni non hanno ancora imparato ad adottare una logica di sistema. Il mercato immobiliare diventa più accessibile, ma pesa troppo l'immobilismo degli enti locali. All'orizzonte si profila l'incredibile rischio per cui, oltre agli speculatori internazionali, il nemico del mattone genovese siano anche i governanti locali.