Pernacchia e dito medioIl Senatùr boccia Monti e riforma delle pensioni

Il leader della Lega Nord: passo indietro del Cav? "Inutile chiederlo, tanto non lo fa". Poi boccia l'ipotesi Monti. E sulle pensioni: "Se le tocchiamo scoppia la rivoluzione"

Non parlategli di governo tecnico a guida Mario Monti. A chi ci ha provato, il Senatùr ha risposto con una pernacchia. Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, arrivando a Monte Citorio non ha preso nemmeno in considerazione l'ipotesi paventatagli dai cronisti. Per quanto riguarda la nota di ieri del Colle, che ha dichiarato di voler verificare se ci sia larga condivisione delle scelte del governo, ha detto: "Va bene, bisogna vedere quello che significa".

Ma è sulle pensioni che il leader del Carroccio dà il meglio (o il peggio, dipende dai punti di vista) di sé. Infatti, prima ha mostrato il dito medio e poi ha spiegato: "Se togliamo le pensioni ai lavoratori che hanno sempre lavorato per dare i soldi a Roma scoppia la rivoluzione".

A chi invece gli chiede se ritenga necessario un passo indietro del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, Bossi ha risposto prima con un "No comment" e poi ha aggiunto: "Berlusconi non lo fa. Inutile chiedere, tanto quello non lo fa". E su cosa porterò Silvio Berlusconi al G20 di Cannes, il Senatùr ha risposto: "Un dl sulla famosa lettera" di intenti già portata a Bruxelles. E quali saranno i contenuti? "Quelli della lettera".