Una pernacchia li seppellirà

Me lo sentivo, e proprio per questo mi ero già psicologicamente preparato in anticipo. Sì, certo: a Telelombardia ho preso la scala e ci sono salito sopra per festeggiare e ancor meglio documentare visivamente l'impresa della mia squadra, ma perché la tv è spettacolo e lo show ha le sue regole. Dentro di me, considerato che non mi ritengo nemmeno io un pirla, sapevo che nel week-end saremmo stati risucchiati e superati dal gruppone, e così è stato. Diamo atto comunque ai ragazzi - e pure al loro allenatore, com'è giusto che sia - dell'impresa compiuta fin qui: la scalata dalla side B della classifica alle prime posizioni della side A. Sette vittorie di fila (5 in campionato) non sono roba da poco. Anche se non sono bastate a permetterci di insediarci, a titolo definitivo, lassù in alto tra le squadre che lottano per il tricolore. Questo dimostra, e lo dico soprattutto a quegli juventini che perseverano nel rinfacciarmi le mie critiche a Ranieri, di quale portata fossero i danni compiuti in quei 27 giorni di buio, a cavallo tra metà settembre e metà ottobre. L'occasione buona per accorciare ancora una volta la classifica ce l'abbiamo sabato prossimo, contro l'Inter. Capello, nel 2005/06, centrò le 8 vittorie consecutive vincendo proprio l'ottava partita del filotto contro i nerazzurri. Ranieri dimostri a Mourinho di cosa è capace un settantenne autosufficiente e ancora in grado di tirare una pernacchia a un bauscia.