Perotti: «Si sentono in colpa per l’esonero di Vavassori»

Giovanni Porcella

Dopo aver voltato pagina, al Genoa si mostrano tutti ottimisti a cominciare dal presidente Enrico Preziosi, tornato a Pegli per seguire l’allenamento, che, dopo aver incassato ieri la richiesta formale di archiviazione per le accuse di associazione a delinquere da parte della procura, liquida così le ansie per la sentenza sul caso Ghomsy: «Sono più che fiducioso. Aspetto davvero con serenità la chiusura della vicenda di quella gara con il Ravenna». Poco prima, per le questioni di campo, aveva parlato anche Attilio Perotti: «Mi sa che il più ottimista a Genova sono io. Abbiamo solo perso un po’ di autostima, ma andremo in B, ne sono convinto». Il Genoa vuole uscire dalla tempesta nel bicchier d’acqua dopo la sconfitta di Busto Arsizio e l’esonero di Vavassori e lo fa con la politica dei sorrisi. Perotti anticipa il Genoa che ha in mente di schierare con la Pro Sesto (arbitro Celi di Campobasso) a cui, tra l’altro, assisterà anche il figlio del professor Scoglio, Tobias: «Confermo – ha detto il tecnico – che giocheremo con lo schema ad albero di Natale e confermo pure che Scarpi è un giocatore di questa squadra così come Lamacchi».
Dopo la partitella con gli allievi di giovedì («Ho visto un gruppo preoccupato che non ha giocato in sicurezza – ha sottolineato Perotti – proprio perché forse si sente responsabile per l’esonero del collega che mi ha preceduto») ieri lo staff rossoblù ha schierato in allenamento Scarpi in porta, difesa a quattro con Ambrogioni, Baldini, Bacis, Moretti, Fusco infatti è stato schierato con le «riserve» a centrocampo fuori De Vezze con Mamede di nuovo in regia con al fianco Coppola e Rossi. Perotti sul centrocampo è chiaro: «Il portoghese non è veloce, ma dà equilibrio e Rossi che conosco può fare l’interno». Infine in attacco Grabbi e Iliev alle spalle di Caccia. Lopez escluso? Perotti dedica un capitolo a parte per il paraguayano: «La società su di lui ha fatto un investimento. Ora dobbiamo decidere se farlo giocare sempre o recuperarlo con allenamenti specifici». Infine c’è da registrare che al Signorini un gruppo di tifosi ha esposto uno striscione a favore del bimbo rapito a Parma: «I bambini non si toccano, infami: liberate Tommy».