Perquisita la casa di Piancone a Torino

Perquisita dagli uomini della Digos. L'avvocato dell'ex brigatista rosso: "Voleva essere trasferito in carcere più vicino a Torino"

Torino - È stata perquisita dalla polizia la casa torinese di Cristoforo Piancone, l’ex brigatista in semilibertà arrestato per una rapina a Siena. Gli uomini della Digos hanno svolto accertamenti nell’appartamento subito dopo l’arresto e in relazione al colpo e, a quanto si apprende, non sarebbe stato sequestrato nulla.

"Voleva un carcere più vicino a Torino" Piancone voleva essere trasferito dal carcere di Vercelli a quello di Fossano (Cuneo), perché in questo modo sarebbe stato più vicino a Torino, dove lavorava come bidello in una scuola. La sua domanda, però, non aveva ancora avuto risposta. «Per recarsi al lavoro - spiega il suo legale, Riccardo Vaccaro - Piancone doveva svegliarsi all’alba, raggiungere in bicicletta la stazione ferroviaria di Vercelli, prendere il treno fino a Torino e poi raggiungere la scuola con due autobus. Ecco, lui viveva questa condizione come una pena atipica. Ma se fosse stato trasferito a Fossano avrebbe risparmiato almeno venti minuti». Il problema nasceva da motivi di opportunità: lavorando a Torino il carcere più idoneo era quello delle Vallette, che però è intitolato a uno degli agenti di polizia penitenziaria che lui stesso aveva ucciso durante la sua militanza nelle Br. Da qui la scelta di Vercelli. Lo scorso marzo, Piancone aveva chiesto la liberazione condizionale, che però gli era stata rifiutata.