Perquisito Il Giornale, Fnsi: "Censura preventiva"

Carabinieri in redazione a Milano e in quella di Roma: indagati direttore e vicedirettore. L'indagine, partita
dalla procura di Napoli, su presunte minacce alla Marcegaglia. La querela: "Il pg sbaglia, mai chiamata la presidente di Confindustria". Siddi protesta (Fnsi): "Censura preventiva".
Il Pdl: "Inqualificabile"

Milano - Carabinieri in redazione al Giornale, a Milano e in quella di Roma: perquisito l'ufficio del direttore Alessandro Sallusti. L'ordine è partito dalla procura di Napoli e dal sostituto Henry John Woodcock. "C’è un clima un po' particolare che si è creato negli ultimi tempi - assicura il direttore Vittorio feltri - siccome non abbiamo fatto niente di strano non riesco a capire da cosa parta l’ordine di perquisizione e tutto il resto. C’è questo fatto della Marcegaglia, ma mi sembra tutto una sciocchezza".

Feltri: "Non abbiamo alcun dossier" Feltri, assicura: "Ci gioviamo di questa iniziativa per farci un po' di pubblicità". Feltri dichiara di non vedere "legami tra l’appartamento dei Tulliani e questa vicenda" e si dice contento di "questa perquisizione, così si rendono conto che non abbiamo dossier". Sul presidente di Confindustria poi il direttore spiega: "Sono amico della signora Marcegaglia, che conosco da anni e stimo, anche se due settimane fa ha detto che dovevamo smetterla di occuparci della casa dei Tulliani, noi le abbiamo risposto a tono dicendo che la presidente di Confindustria non deve intervenire su queste cose". E sui presunti dossier, Feltri sottolinea di fare "questo lavoro da quarant’anni, capita che qualcuno mi dia una dritta, ma io non so cosa siano questi servizi deviati". Sul fatto che Il Giornale avesse scritto già qualche giorno fa di essere spiato: "E' grave questa cosa perché chi ce l’ha detta era una fonte attendibile. Hanno perquisito l’ufficio di Sallusti e Porro, se vogliono possono perquisire anche il mio, gli dò le chiavi". Sul presunto dossier che Il Giornale starebbe elaborando sulla presidente di Confindustria, il direttore conclude: "Non so se stanno facendo un’inchiesta sulla Marcegaglia". 

La Fnsi protesta "Suscita grave inquietudine quanto sta accadendo in queste ore al Giornale, sottoposto per ordine della procura di Napoli a verifiche e sequestri di documenti e materiali di lavoro del direttore e di altri giornalisti". Lo dice il segretario nazionale della Federazione nazionale della Stampa, Franco Siddi. "Pur nel rispetto del lavoro dei magistrati e in attesa di un rapido chiarimento su tutta la vicenda, non vorremmo - ha spiegato Siddi - che gli interventi in atto assumessero i caratteri del controllo preventivo sulla stampa. Per l’informazione sono momenti molto delicati, perché stanno comparendo sulle tracce del suo lavoro troppi pozzi avvelenati".

L'Ordine dei giornalisti: grave iniziativa "Il Csm assieme al ministro Angelino Alfano dovrebbero organizzare un corso per spiegare ai magistrati come si organizzano le inchieste giornalistiche, come si acquisisce il materiale e quanto di ciò che si raccoglie viene poi utilizzato realmente": è quanto afferma il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, commentando la perquisizione, "decisione che suscita uno sconcerto pari all’intensità dei riflettori che ha acceso sui protagonisti"." Scopriamo, e siamo grati alla Procura di Napoli, che abbiamo il diritto - continua Iacopino in una nota - 'di acquisire notizie e informazioni riservate e perfino segrete'; apprezziamo il fatto che gli stessi magistrati ci riconoscano il diritto-dovere di 'preservare le fonti' e perfino quello di scrivere 'in modo anche duro, pungente e veement'. È bello vedere che c’è chi conosce la Costituzione e le leggi dello Stato. Quel che non capiamo è l’anticipazione di giudizio che porta ad assumere iniziative gravi come quella che ha colpito il Giornale. Nessuna 'manina' ha ancora distribuito copia delle intercettazioni che sono alla base della decisione dei magistrati di Napoli. Resta, quindi, una domanda: sono consapevoli che dire al telefono delle cose per acquisire del materiale, illustrare un’idea di inchiesta per avere opinioni, assecondare un interlocutore per ottenere informazioni non significa diventare strumenti di un complotto? Resta anche il timore del rischio emulazione, il fascino dell’idea - conclude - che in altri potrebbe nascere di avere un inaccettabile controllo preventivo sull’informazione".

Cdr del Giornale: violazione della libertà "Stupore e preoccupazione" da parte del comitato di redazione del Giornale per la perquisizione al quotidiano «per un presunto dossieraggio ai danni della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. La decisione della magistratura di sequestrare i computer e di perquisire le sedi del Giornale e le abitazioni del direttore responsabile Alessandro Sallusti e del vicedirettore Nicola Porro rappresenta un violento attacco alla libertà e all’indipendenza del Giornale e dei suoi giornalisti". "Siamo di fronte a una pericolosa deriva intimidatoria nei confronti dell’intera redazione del Giornale e della libertà di stampa - sottolinea il cdr in una nota - in un clima politico reso incandescente non già dalle coraggiose inchieste di cui il Giornale è stato protagonista negli ultimi mesi, basate su documenti e testimonianze inoppugnabili, ma dal fango e dalle accuse di dossieraggio di cui questa testata è stata vittima solo perchè ha osato indagare su una vicenda che riguarda il presidente della Camera". Per la rappresentanza sindacale del quotidiano, "le accuse mosse dalla magistratura di Napoli, partite dall’intercettazione di due giornalisti totalmente estranei all’inchiesta che vede coinvolto il gruppo Marcegaglia, sono quindi inaccettabili non solo nel merito ma anche nei modi con cui hanno avuto luogo. Dispiace poi dover registrare la reazione di colleghi, evidentemente al servizio di altri interessi, che sono tornati ad attaccare il Giornale senza nemmeno preoccuparsi di approfondire che cosa stesse accadendo. Prendiamo atto della solidarietà espressa dall’Ordine dei giornalisti e dalle organizzazioni sindacali che hanno parlato di ’intralcio e censura in un momento così delicato per il mondo dell’informazionè. Il Giornale, in ogni caso - conclude il cdr - non si è mai fatto nè si farà mai dettare la propria linea editoriale dalla Procura".

Il Pdl: "Inqualificabile" "Vediamo che la procura di Napoli sta dando il suo contributo alla libertà di stampa perquisendo il Giornale e alcuni giornalisti". Lo dice il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. "Siamo molto curiosi di vedere le reazioni di coloro che sono mobilitati per il disegno di legge sulle intercettazioni. Siamo ancor più curiosi di capire le ragioni e le conseguenze di una iniziativa che ha aspetti devastanti" conclude. "Leggo esterrefatto - fa eco il presidente dei senatori, Maurizio Gasparri - le notizie che riguardano la perquisizione nella sede del Giornale. Avendo personalmente avuto alcune querele, risparmio aggettivi. Ma mi auguro che chi dice di difendere la libertà dell’informazione, come noi abbiamo sempre fatto, faccia sentire forte la sua voce di fronte ad un atto inqualificabile". "Chi è in odore di berlusconismo - chiosa il portavoce del partito, Daniele Capezzone - in Italia rischia. Esprimo totale solidarietà a Alessandro Sallusti e a Nicola Porro, oltre che a Vittorio Feltri e a Il Giornale. Ma esprimo anche solidarietà a noi stessi, a tutti i cittadini, ad un’Italia in cui chi è 'in odore di berlusconismo' è per ciò stesso esposto a rischi di ogni tipo. Delle due l’una: se fai parte degli odiatori politici e giornalistici di Berlusconi, puoi fare di tutto; se invece stai, a qualunque titolo, nell’area politico-culturale vicina al Pdl, o comunque se non partecipi a forsennate campagne contro il premier, sei un soggetto sgradito alle oligarchie, all’establishment italiano, con tutte le conseguenze e i pericoli del caso. Dove sono quelli della libertà di stampa? Dove sono i lottatori in servizio permanente effettivo per la libera informazione?". "
Dall’evocazione di una fantomatica 'spectre' popolata da barbe finte infedeli e agenti deviati siamo passati direttamente alla perquisizione preventiva: neanche gli apparati di regime arrivavano a tanto", dice Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato. "La sensazione, ogni giorno più forte - prosegue l’esponente del Pdl -, è che tra l’esercizio della libertà di stampa e l’accusa di dossieraggio vi sia in Italia un confine mobile che varia a seconda dell’area politico-culturale di riferimento del giornalista. Eroico cacciatore di scoop e podista dell’informazione indipendente, se pur di abbattere Berlusconi invade e travolge la vita delle persone fin nella sfera più intima; infame mestatore e 'servo del padrone' in caso contrario. Tutto questo è molto preoccupante, e dovrebbe turbare innanzi tutto gli indignati speciali in servizio permanente effettivo. Al Giornale - conclude Quagliariello - piena solidarietà".