Perrotta e Totti scatenati. La Roma spegne la Dinamo

I giallorossi si fanno perdonare la serata nera di tre anni fa. Ma fra due settimane c’è il Manchester e l’onta del 7-1 da cancellare

Roma - Fino a ieri sera bastava nominare la Dinamo Kiev per evocare la serata da incubo di tre anni fa, nella quale l’arbitro Frisk fu ferito da una monetina piovuta dalla tribuna e i giallorossi finirono praticamente fuori dalla Champions. Quella «macchia» europea è stata finalmente cancellata con la vittoria numero cento della Roma in campo continentale. Tutto facile o quasi contro gli ucraini, mai in grado di impensierire Doni o di mettere in difficoltà gli avversari. Il gol immediato di Perrotta (il migliore in campo) è il primo mattoncino di un successo mai in discussione, in difesa Mexes ostenta la tranquillità di chi ha già messo nel dimenticatoio quel gesto stupido su Verpakovskis che scatenò l’ira ingiustificata dell’Olimpico, grazie anche al lavoro del compagno di reparto Juan. E nella serata del «riscatto» non poteva mancare la rete personale di Totti, che sornione sfrutta l’unica occasione capitatagli. Se ha ancora speranze (più personali che altro) di inserirsi nella lotta per il Pallone d’Oro, ha già fatto un primo passo stagionale.

Spalletti conferma l’undici di Reggio Calabria, fatta eccezione per Giuly sostituito da Mancini in recupero dalla fascite plantare che si portava dietro dal ritiro di luglio. Il tecnico della Roma ha in mente una staffetta tra i due che avverrà dopo un’ora di partita. Il portiere Doni gioca con una fascia che protegge il fianco sinistro dolorante per la caduta rimediata nell’ultima partita di campionato. Gli ucraini propongono come unica punta il gabonese Bangoura (che a causa di una botta alla schiena dovrà lasciare il campo nell’intervallo) e si tengono Rebrov (evanescente) nella ripresa. In tribuna c’è anche il ct della nazionale Donadoni, venuto a seguire le gesta dei romanisti «azzurri», e il presidente federale Abete.

Sono sufficienti nove minuti alla Roma per sbloccare la partita e metterla sui giusti binari. È un’azione perimetrale da basket quella avviata da Totti, proseguita da Aquilani, finalizzata dal preciso cross di Tonetto e conclusa con successo da Perrotta, che di testa anticipa Fedorov e sorprende Shovkovskiy. Un gol da attaccante, molto simile all’altro già segnato in Europa dal centrocampista (ad Atene sul campo dell’Olympiacos nella precedente edizione di Champions).

I giallorossi giocano in scioltezza, mantengono un alto possesso palla e concedono pochi spazi alla Dinamo. I tiri dal limite di Cassetti e Tonetto di esterno sinistro mettono alla prova i riflessi del portiere ucraino. La Roma potrebbe già chiudere il conto al 28’ quando Juan a tu per tu con il portiere ospite coglie il palo a botta sicura dopo l’assist in area del solito Perrotta. La Dinamo? Non pervenuta.

E non basta nemmeno che la Roma rallenti il ritmo (pensando già alla Juventus) per riaprire la partita. Dopo un cross pericoloso di Michael, sventato da Doni, Mancini vorrebbe bagnare il debutto stagionale con un gol. La Roma non si dispera nemmeno quando Giuly fallisce il 2-0 davanti a Shovkovskiy su lancio di Juan. Anche perché capitan Totti decide di mettere il suo sigillo sulla partita su ottimo invito di Perrotta. I tre punti sono in cassaforte, Doni nega la gioia del gol (assolutamente immeritato) a Markovic, mentre Cassetti corona la sua buona partita cogliendo il palo con un tiro dalla lunga distanza. Fra due settimane la Roma andrà a Manchester (vittorioso a Lisbona) per giocarsi già il primato nel girone F. E per cancellare un’altra macchia della sua storia europea, quel 7-1 che grida ancora vendetta.