Perry Mason dice addio al processo all’americana

Perry Mason e Hamilton Burger, addio. E addio anche ai 12 uomini arrabbiati di La parola ai giurati, il film del 1957 di Sidney Lumet, con Henry Fonda, Lee J. Cobb e E. G. Marshall. Negli Stati Uniti, che ne sono stati la patria, il processo «all'americana» davanti a una giuria è ormai in via di estinzione.
Il New York Times ha così celebrato il funerale a un meccanismo giudiziario reso celebre da innumerevoli film di Hollywood, da telefilm, ma che oggi viene considerato una parte integrante della cultura popolare americana quanto la torta di mele, il jazz o il rock and roll.
Il processo dell'imputato davanti alla corte popolare e con accusatori e difensori che si sfidano a colpi di scena in aula, è diventato infatti un fossile del passato, sostituito da accordi extragiudiziari e patteggiamenti, arbitrati, mediazioni e decisioni dei giudici basati sulle opinioni scritte degli avvocati.
Nel 2005 i tribunali federali hanno celebrato circa 3.600 processi civili, contro i 5.800 del 1962. Il calo non sembra enorme in termini assoluti, finché non si tiene conto del fatto che nel frattempo i casi rispetto a quell'anno sono quintuplicati. Il fenomeno, che ha analogie sul fronte dei processi penali, ha come riscontro un aumento del numero degli avvocati a un tasso doppio rispetto alla popolazione e a una esplosione del numero delle azioni legali. I processi - spiega il New York Times - vengono evitati solo perché in molti casi si arriva all'accordo prima dell'inizio del dibattito vero e proprio: in numerosi casi a sostituirsi al processo è un giudizio sommario da parte del giudice che si limita a esaminare le prove sulla carta. «Prima era l'eccezione, sta diventando la regola», ha detto Marc Gallanter, esperto di diritto all'università del Wisconsin.
Secondo Gallanter l'America «si sta orientando verso un tipo di processo all'europea, in cui l'esito è deciso sulla base degli atti giudiziari piuttosto che sul confronto diretto di testimoni che vengono esaminati dalle parti».
Sul fronte penale la maggioranza dei casi si esaurisce con la confessione dell'imputato in cambio di uno sconto di pena: «Chi ha il fegato di andare al processo davanti alla giuria come garantito della Costituzione rischia una pena "selvaggia" che può essere di cinque volte superiore a quelle assegnate a imputati che si dichiarano colpevoli e cooperano con il governo», ha detto il giudice William Young della Corte federale di Boston secondo cui l'addio al processo davanti alla giuria «rappresenta la sconfessione del più straordinario e riuscito esperimento di sovranità popolare in tutta la storia».