Perseguitato a scuola: "Secchione" A 14 anni si impicca in giardino

La madre distrutta: "Diego si era sfogato con me, ora le autorità dell’istituto mi dovranno rendere conto di cosa è accaduto a mio figlio"

Ischia - Diego era uno studente modello, uno di quei ragazzi, che tutti i genitori, vorrebbero avere come figlio. Lo scorso anno scolastico, quando frequentava il quarto ginnasio, era stato promosso con la media del 9 e mezzo. E, quest'anno, in quinta, se possibile, prometteva ancora meglio. Ma, questa passione di Diego per lo studio, questo suo modo diligente di interpretare il ruolo di studente, non piaceva a qualcuno dei suoi compagni, che da tempo lo aveva preso di mira. Il ragazzo o, il «secchione», come qualcuno lo chiamava, probabilmente, non ha retto a questo disagio e, due sere fa, ha deciso di farla finita. È uscito dalla villetta dove viveva, ha raggiunto il giardino, ha legato una corda a un albero e si e' impiccato. Dopo qualche ora, lo hanno trovato, penzoloni, la madre e la nonna. Diego se n'è andato cosi, senza dare una spiegazione, senza lasciare un biglietto di addio. Fra tre giorni, avrebbe compiuto 15 anni: i regali, la torta, la festa che gli avevano preparato a casa, non esistono più, sono stati cancellati da questo lutto assurdo.

Adesso, Lacco Ameno (uno dei sei comuni di Ischia), scenario di questa tragedia, piange per la morte di Diego, un ragazzone di un metro e novanta, che amava i telefilm, i romanzi e sognava di diventare scrittore. Si dilettava a scrivere gialli ma anche, tenere storie d'amore. La madre, Mira Mancioli (separata dal marito), lancia accuse al mondo della scuola, il liceo classico Giovanni Scotti, frequentato dal suo ragazzo. A una insegnante del figlio, che ieri pomeriggio ha incrociato negli uffici del commissariato di Ischia, che le aveva detto costernata, «siamo addolorati, non sappiamo che cosa dire», la madre di Diego ha replicato. «Io, invece, avrei molte cose da dirvi. La scuola mi dovrà rendere conto di quello che è successo».

La polizia del commissariato ischitano, si sta dedicando con passione a questo caso. Ieri, sono stati interrogati la madre, la nonna, le insegnanti e alcuni compagni di classe. «Era una perla di ragazzo, la perla della nostra scuola, con i suoi occhi pensosi», ha detto una sua ex insegnante, uscendo dal commissariato. Il lavoro degli investigatori è delicato: se Diego non ha retto alle derisioni di qualche compagno e si è tolto la vita, allora bisogna capire se sia rimasti nell'ambito degli sfottò tra ragazzi, oppure, se ci sia stato qualche episodio di bullismo. Diego non era amato, non solo per la sua passione per lo studio ma, anche perché, quando c'era sciopero a scuola, anziché recarsi in assemblea o al corteo, oppure andarsene a passeggio, sceglieva, come era suo diritto, di entrare in classe.

Ma, la causa scatenante, che potrebbe avere indotto Diego a stringersi quella maledetta corda al collo, potrebbe risalire a poche ore prima del suicidio. Il giorno prima, infatti, si erano tenute le elezioni per il rappresentante di classe. Forse, lo studente, in cuor suo, aveva coltivato la speranza di poter essere eletto, invece, neppure un voto. Forse, in una di quelle schede, qualcuno dei compagni, potrebbe avere scritto qualcosa che ha ferito il suo animo sensibile. Non è un caso, quindi, che la polizia abbia sequestrato le schede, utilizzate dalla classe, per eleggere il proprio rappresentante.

Oggi, verranno lette ad una ad una dagli investigatori e, se qualcuna fosse stata dedicata a Diego in modo offensivo, allora sui motivi che hanno spinto lo studente modello a suicidarsi, sussisterebbero ben pochi dubbi.
carminespadafora@libero.it