Persi 45 milioni in 10 anni: si potevano costruire 300 case

Sistemare centinaia di scuole, aprire asili nido con migliaia di posti, ristrutturare una decina di impianti sportivi. Ma anche tappare tutte le buche nelle strade, e illuminare l’intera città. Si possono fare tante cose utili con 45 milioni. In tempi di tagli, «sforbiciate» e ristrettezze economiche solo il pensiero di una somma del genere può far brillare gli occhi a un amministratore comunale. La cifra, 45 milioni, si ottiene grosso modo sommando tutti gli «sconti» praticati in 10 anni dal Pio Albergo Trivulzio: è la differenza fra quel che ha ottenuto dal suo patrimonio immobiliare e quello che avrebbe potuto incassare praticando prezzi di mercato. Certo, la premessa dell’assessore Maurizio Cadeo è ragionevole: «Non è detto che un ente debba praticare prezzi di mercato - riflette l’assessore - anzi la funzione di calmierare gli affitti è importante. Il problema è quello dei beneficiari di questa funzione sociale. Il problema è delle graduatorie». Insomma gli alloggi a prezzi calmierati devono andare a chi ne ha bisogno, non «ai ricchi».
Quindi: o si danno le case alle famiglie che ne hanno bisogno oppure si applicano prezzi di mercato. E allora ecco i 45 milioni. Il «Giornale» dunque prova a stanziare virtualmente la somma e con un’operazione di «fanta-amministrazione» la assegna agli assessori comunali.
«Con 45 milioni - conferma lo stesso Cadeo - saremmo in grado di raddoppiare gli interventi sul verde pubblico. Ne abbiamo fatti 500, potremmo farne altrettanti. Ma potremmo anche raddoppiare il piano luce, illuminando non solo vie e piazze, ma anche siti monumentali, palazzi storici e chiese». Fatto.
Anche Alan Rizzi non si fa scappare l’occasione: «Il Vigorelli? Ma con 45 milioni io riuscirei a ristrutturare tutti gli impianti sportivi della città». Ecco, non costa niente: «Partirei dal centro sportivo Crespi, poi passerei a via Cambini, palestra e piscina». Fatto anche questo.
Sembrano interventi effimeri? Bene, passiamo a qualcosa di più sociale. Si ferma a 40 milioni lo stanziamento annuale del Comune per la messa a norma e la manutenzione delle scuole cittadine. Quindi con il nostro bonus si potrebbero raddoppiare i lavori alle aule, ai bagni, magari finanziare l’adeguamento alle norme anti-sismiche o il miglioramento dell’accessibilità per tutti. E poi, coincidenza, proprio a 45 milioni ammonta il finanziamento straordinario con cui ha finanziato interventi straordinari per l’impermeabilizzazione delle coperture, il risparmio energetico e il miglioramento delle condizioni generali degli edifici scolastici. Con questi 45 milioni straordinari – lo ha spiegato nelle settimane scorse l’assessore Bruno Simini - il Comune ha programmato di intervenire su 300 scuole, più della metà del nostro patrimonio scolastico che ammonta a 495 strutture. Quindi con altri 45 milioni si potrebbe intervenire su tutte le scuole, e avanzerebbe anche qualcosa. Fatto.
Leggendo le analisi del bilancio di Milano vien fuori che la spesa corrente ordinaria per l’edilizia residenziale pubblica e i piani di edilizia economica e popolare corrisponde a 40 milioni.
Passiamo alla croce di ogni amministrazione, il problema dei problemi: le buche stradali. A maggio dell’anno scorso l’assessorato alle Infrastrutture ha annunciato il raddoppio dei fondi destinati alla manutenzione del manto stradale: da 12 a 26 milioni. Bene, avrebbe potuto almeno triplicarlo. E addio buche.
Ma quel che davvero fa arrabbiare è che nei progetti «Abitare» il Comune ha investito e (ben) speso 150 milioni di euro, per realizzare 1.050 alloggi. E se la matematica non è un’opinione con 45 milioni di euro in più avrebbero potuto essere 300 alloggi in più, 300 case da dare a chi ne ha davvero bisogno.