«Persi 5 milioni di euro al giorno»

Preoccupate Coldiretti e Cia. Alemanno: «Per la ripresa dal governo arriveranno 40 milioni»

da Milano

Il crollo dei consumi dovuto alla psicosi da influenza aviaria rischia di cancellare 24mila posti di lavoro, il 35% della filiera che ne conta 80mila e centinaia di allevamenti, soprattutto quelli rurali che, ormai, sono sull'orlo del tracollo. È l'allarme lanciato dalla Confederazione italiana agricoltori nel tracciare anche un bilancio dei danni: in due mesi si sono registrate perdite per 400 milioni di euro, pari a 50 milioni di euro alla settimana. La Coldiretti, invece, parla di 5 milioni al giorno. La Cia parteciperà oggi alla manifestazione nazionale di Forlì e chiede misure urgenti di sostegno per i produttori e l'intera filiera. E l'8 novembre sarà in piazza Maggiore a Bologna anche in difesa del «pollo italiano» e dei redditi degli allevatori avicoli. «Ormai siamo a una perdita secca di 50 milioni di euro alla settimana, praticamente oltre 400 milioni di euro negli ultimi due mesi - afferma la Cia -. La débâcle dei consumi di polli e ora anche di uova (due italiani su cinque non le comprano più dopo le voci infondate che si sono sparse in questi giorni) rischia di cancellare l'intero settore avicolo italiano. Più del 20 per cento dei 6.150 allevamenti è in serio pericolo: possono chiudere nel giro di poche settimane. Serie preoccupazioni soprattutto per gli allevamenti rurali, il 10 per cento del totale, che sono sull'orlo del tracollo. Per non parlare dei posti di lavoro nella filiera (più di ottantamila) che possono ridursi anche del 35 per cento in breve tempo».
«La crisi in cui versa il settore avicolo italiano è estremamente preoccupante e sono necessari altri interventi oltre a quelli già previsti nel decreto legge promulgato sulla influenza aviaria». È quanto afferma il ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, in relazione agli interventi richiesti dal settore avicolo per fronteggiare la crisi determinata dal forte calo dei consumi di carni bianche. «Oltre ai 20 milioni di euro già stanziati - sottolinea il Ministro -, alla etichettatura obbligatoria introdotta dal ministro della Salute, Francesco Storace, e alla campagna di comunicazione concordata con la presidenza del consiglio per contrastare la campagna di disinformazione che c'è sulle carni bianche, sono necessari altri stanziamenti per permettere al settore di superare una crisi che ci auguriamo rimanga congiunturale». «Uno stanziamento di almeno altri 40 - afferma Alemanno - sarebbe necessario per aiutare non solo le industrie di trasformazione, ma soprattutto il settore dell'allevamento avicolo».