Persi nei «labirinti» del Castello: prezzo imbattibile, Pietà nascosta

Ai Musei civici del Castello Sforzesco non esistono audioguide, però le piantine sono anche in giapponese. Il prezzo del biglietto è un affare: con 3 euro si va ovunque. Un’ora prima della chiusura l’entrata è gratis, ma il cartello che lo ricorda è solo in italiano e il pur gentilissimo personale lo sussurra a pochi minuti dallo scattare dell’«happy hour». Si comincia con le sculture tardo antiche e gotico-lombarde. L’incontro con i capolavori è ravvicinato, forse troppo: le opere sono esposte senza protezione al punto che sopra alla lapide tombale di un tapino morto nel XVI secolo, non è raro incontrare un paio di turiste che ticchettano giulive sulla pietra nuda. Tutti però cercano lei, la guest star by Michelangelo, la pietà Rondanini, nascosta dietro ad un bunker di rara bruttezza, che però non ne scalfisce il fascino. Il problema è l’ampiezza dell’offerta che scoraggia anche il più incallito visitatore: solitamente dopo Leonardo, si getta la spugna, arenandosi nella Pinacoteca. Il resto? «Arrivi ai due quadri di Canaletto e imbocchi gli scalini che portano alle merlate», invitano in un refrain che la dice lunga su come il percorso sia dispersivo fra ceramiche, l’ottima e sintetica sezione egizia e una curiosa sezione di arredi dove accanto a vezzosi stipetti antichi campeggiano posate di design.