Persino le scommesse hanno la «zona Cesarini»

Consigli pre-natalizi per chi nel 2011 vorrebbe vivere di scommesse. A causa dell’aggio del banco tutti gli schemi di gioco sono perdenti dal punto di vista matematico, se non si associano considerazioni sulle singole partite: in questa rubrica lo abbiamo ripetuto fino alla noia, del resto senza aggio non esisterebbero bookmaker. Lo schema più perdente di tutti, nel senso di certezza di vedere diminuito il capitale, è il gioco sui favoriti: la cui quota è sempre più bassa di quella corretta dal punto di vista sportivo. E quindi? Il banco deve rispettare parametri rigidi, anche perché grazie al web i furbi vengono smascherati in pochi secondi: se apre con la vittoria della Tizia a 2,05 (con pari a 2,85 e vittoria della Caia a 3,85) significa che il suo aggio è del 9,6% (la somma di 100 diviso per le tre quote). La massa converge sulla Tizia, la cui quota va quindi abbassata almeno fino a 1,95. A questo punto non è di sicuro conveniente scommettere sulla favorita, visto che almeno una delle altre due chance dovrà essere pagata più che all’apertura: mettiamo che diventino 3,40 il pari e 3,50 la Caia, tanto per citare una partita tedesca (Union Berlino-Karlsruhe) di cui ieri pomeriggio abbiamo analizzato l’evoluzione in chiave betting. Le quote sono indicative, quello che conta è l’aggio che infatti anche in questo nuovo assetto è rimasto di poco superiore al 9%, ma è evidente che i numeri premieranno molto di più chi punta sul pari. Conclusione? Se il nostro sistema di gioco non prevede il gioco cieco sulle favorite, aspettiamo a scommettere fino a pochi finuti prima del fischio d’inizio.