«Personal File» Tesoro inedito di Johnny Cash

Antonio Lodetti

Johnny Cash, il fuorilegge del country, continua a misurarsi con la sua leggenda anche dopo la morte. Ha lasciato decine di canzoni entrate di diritto nel patrimonio popolare ma anche da lassù (dove rivede le dissolutezze dei suoi sabato notte e il rifugio nella fede la domenica mattina) arricchisce il suo repertorio con nuove canzoni. Non la solita industria del caro estinto ma 49 brani inediti raccolti nel doppio cd Personal File nei negozi da pochi giorni. Il «tesoro» è stato scoperto nello studio di registrazione privato di Cash a Hendersonville, Tennessee. Il produttore Gregg Geller e il figlio di Cash, John Carter (musicista e coproduttore del film biografico sul padre Walk the Line) rovistando tra una montagna di scatoloni, hanno trovato alcuni nastri con la scritta a penna «personal file». Sono le confessioni dell’«uomo in nero»; una serie di ballate a cavallo tra blues, folk, country, gospel, quelle che decenni prima cantava sulla veranda di casa, in Arkansas, coi genitori. «Mio padre parlava spesso di queste ballate negli ultimi tempi - ricorda il figlio John - diceva che voleva pubblicare un disco in quello stile negli anni Settanta, ma nessuno lo aveva mai voluto».
Così il re, mentre costruiva mattone su mattone la sua leggenda (dalle sessions con Elvis nel Million Dollar Quartet a classici come Man In Black e Folsom Prison Blues fino alle recenti American Recordings) ha rivisitato brani tradizionali come The Letter Edged In Black, Farther Along, il poema del 1907 The Cremation Of Sam McGee, storia di un raccoglitore di cotone che partecipa alla corsa all’oro nello Yukon scritto da Robert W. Service. Ha dato nuovi colori a evergreen che spaziano da The Way Worn Traveler del mitico A.P. Carter a Paradise di John Prine passando per When I Stop Dreaming dei Louvin Brothers. Infine ha interpretato, col caratteristico cipiglio del balordo che difende i più deboli e i perdenti, una manciata di sue composizioni dal lirismo tenue e disincantato che partono da What On Earth, Tiger Whitehead, I Wanted So, Girl In Saskatoon (scritta con Johnny Orton) per approdare a gospel come Lord Lord Lord e One Of These Days. Il vero testamento spontaneo di un uomo che sapeva trasformare anche la musica acustica in pura energia. «Può essere una cosa noiosa se fatta male, ma fatta da Cash crea un’intensità formidabile, impazzisco per lui», parola di Keith Richards.