Personal trainer in azienda per rendere più soft il rientro dalle vacanze

Ultimo controesodo di agosto: tra code infinite al casello e soste in autogrill, sono tornati in città 270mila milanesi. In Lombardia, poi, rientri per 35mila bresciani, 25mila monzesi, 20mila bergamaschi, 15mila comaschi e varesini. Che, senza nemmeno aver disfatto la valigia, domani mattina saranno in ufficio. Puntuali ma con la testa ancora in vacanza. Vestiti di tutto punto, ma con la mente ancora alla spiaggia, dove bastavano un paio di infradito e un pareo.
Per combattere la sindrome da rientro e aiutare i dipendenti a far fronte al trauma da fine ferie, il gruppo Nestlé si è inventato dei mini corsi con tanto di personal trainer. Un’iniziativa che in tanti imiteranno per coccolare i propri lavoratori e eper prevenire sensazioni di nervosismo, rifiuto e poca motivazione. Volendo, ognuno dei 3.500 dipendenti del gruppo, potrà essere affiancato da un medico sportivo e da un assistente personale per combattere lo stress che accompagna il ritorno ai ritmi della vita di sempre. In questo modo, pur da dietro la scrivania, ogni impiegato potrà conservare più a lungo i benefici portati dalla vacanza: sensazione di relax, mente serena, fisico in forma. Senza finire nel giro di pochi giorni nella morsa della routine, delle scadenze in agenda, degli orari impossibili e delle mille riunioni. Un medico sportivo aiuterà, uno per uno, i dipendenti a stendere un programma di allenamento su misura per tutto l’anno.
Accanto al personal trainer, l’azienda offrirà anche un menù dietetico e bilanciato in mensa e si è inventata il piatto del benessere per diffondere uno stile di vita sano e attivo, senza appesantire chi ha un’oretta di pausa pranzo.
In sostanza, lo stress accompagna i milanesi ovunque, anche nel rientro dalla vacanze. E non li molla nemmeno quando devono staccare e partire alla volta di mare e monti. Tanto è vero che alla fine di luglio un’associazione di Milano aveva organizzato un corso di un pomeriggio per aiutare a staccare la spina chi da mesi era sotto pressione in ufficio. E chi magari correva il rischio di trovarsi sotto l’ombrellone con il cellulare dell’ufficio e il pc portatile sempre sotto mano. Drogato dal lavoro.
Con il controesodo si tenta l’operazione inversa: mantenere il più a lungo possibile la sensazione di benessere data dalle ferie. Per lavorare a mente serena e con più concentrazione.