A Perugia bullismo in rosa Sei indagate

Enza Cusmai

Il sesso debole è forte. A volte troppo, tanto da sfociare in violenza gratuita. Gli esperti lo chiamano bullismo, che già si digerisce male se riguarda ragazzini emarginati o semplicemente annoiati. Se poi il fenomeno coinvolge giovani donzelle allora la notizia diventa più allarmante. Come quella segnalata dalla squadra mobile di Perugia. Riguarda sei adolescenti, tra i 13 e i 16 anni denunciate al Tribunale per i minori per episodi di aggressioni nei confronti di coetanee. Teatro delle minacce è un luna park, l’autoscontro il gioco preferito dalle quasi-bambine terribili. La dinamica delle aggressioni ricorda quella adottata dalle peggiori bande giovanili americane. Il gruppo, due casertane, due perugine, una romana, due albanesi, avvicinavano ragazzine sconosciute, le insultavano e poi le minacciavano: «Tenete la bocca chiusa con la polizia altrimenti sono guai». Dopo le ingiurie le aggressioni. La gang finiva con tranquillità il giro con le macchinine, poi seguiva le vittime predestinate che venivano aggredite e malmenate in posti appartati.
La banda è stata però tradita da alcuni testimoni che hanno raccontano agli agenti quello che nessuna vittima aveva mai avuto il coraggio di fare. Le ragazzine non usavano solo mani e piedi per fare del male. All’occorrenza sfoderavano anche piccoli coltelli. La banda operava indisturbata anche perché le aggressioni non nascondevano giri di droga né richieste di piccole somme di denaro. Le sei ragazze, infatti, usavano la violenza fine a se stessa. Per marcare il territorio e seminare terrore. Un fenomeno per fortuna ancora isolato ma che comincia a riproporsi sempre più spesso. Soltanto qualche settimana fa una minorenne aveva picchiato una coetanea riprendendo la scena con il videotelefonino. Poi ha diffuso il filmato alle altre «amiche» per avvertirle di stare lontane dal suo fidanzato. Stesso copione la scorsa estate. Sei ragazze fra i 15 e i 18 anni, hanno aggredito e picchiato una quindicenne colpevole d’essere troppo bella, tanto da soffiare loro i fidanzati.
La legge del branco dunque fa scuola e si diffonde anche tra le ragazze? Per Maria Rita Parsi sono campanelli d’allarme su cui riflettere. «Queste notizie cominciano a essere meno rare di un tempo – spiega la psicologa infantile -. Le adolescenti crescono in un clima di violenza generale che viene esaltata e amplificata. Quotidianamente si sentono e si vedono episodi di violenze in cui le vittime sono molto spesso ragazze o donne. Così l’ultima generazione vive dei piccoli mutamenti e alcune ragazzine hanno deciso di far parte dei violenti, degli aguzzini».
Il bullismo, comunque, rimane un fenomeno soprattutto maschile. Una ricerca di Mannheimer rivela che il 33% dei ragazzi è vittima di almeno una forma di prevaricazione mentre il 45% ne è spettatore. Inoltre il maschio adolescente giustifica gli atti di bullismo. Le ragazze invece ritengono gravissimo dare calci e pugni o prendere in giro qualcuno con cattiveria e preferirebbero coinvolgere gli adulti nel caso dovessero assistere a un episodio di violenza o subirlo direttamente.