Perugia, caccia a Rudy E' lui il quarto uomo

Mandato di cattura internazionale per il giovane ivoriano che ha lasciato un’impronta insanguinata sul cuscino di Meredith. Una famiglia italiana l’aveva accolto e aiutato col lavoro. Poi lui se n’è andato e ha cominciato a finire nei guai con la giustizia. <strong><a href="/a.pic1?ID=221782" target="_blank">Lumumba verso la libertà, Sollecito ha un alibi</a></strong>

Perugia - Si chiama Rudy Hermann Guede, ivoriano, il quarto uomo del delitto di Perugia. Il 26 dicembre compirà 21 anni, è appena più grande di Meredith Kercher, al cui omicidio secondo la procura ha partecipato. La polizia lo cerca (c’è un mandato di cattura internazionale), e ieri il questore di Perugia ha deciso di divulgare le sue foto segnaletiche. È accusato di omicidio aggravato in concorso e violenza sessuale: sono sue le tracce biologiche ritrovate sulla scena del delitto.

Rudy a Perugia non è sconosciuto. È arrivato in Umbria con il padre quando era ancora un ragazzino, ed è stato dato in affido per circa un anno a un imprenditore locale, P.C., presidente di una società che produce distributori di caffè, e a sua moglie. Per Guede sono gli «zii». Il Rudy che cresce a Perugia, però, ha un doppio volto. Da un lato è un giovane ben integrato. Va con gli amici al catechismo, e chi l'ha conosciuto in quel periodo lo ricorda come «un bravo ragazzo», simpatico ed estroverso. Non ha molta voglia di studiare, però. Con lo sport se la cava. Non è altissimo (un metro e 76 centimetri) ma ha un fisico atletico, gioca a basket come guardia con la squadra della Uisp e con la Liomatic. Molti perugini lo hanno affrontato nelle partite sul campetto di piazza Grimana, a pochi metri dalla casa di Meredith, in via della Pergola.

«Era bravino, ci ho giocato contro un po’ di volte», racconta Giacomo. «L'ultima partita che ricordo sarà stata a fine giugno, proprio in piazza Grimana. Ma non so che dire, fuori dal campo non ci siamo frequentati». Anche Roberto Segoloni, dirigente della sua ex squadra, lo ricorda bene. «Un bravo giocatore e un bravo ragazzo, è stato con noi fino al 2005, quando si è trasferito al Nord».

Di certo la passione per il basket è parallela a quella per gli States e le piccole bugie. Rudy racconta spesso di essere americano, il look da rapper aiuta. Ma i rapporti con la seconda famiglia peggiorano quando, compiuti 18 anni, Rudy non vuole continuare gli studi. La «sorellastra» racconta: «È arrivato qui che aveva 5 anni, ha conosciuto mio fratello giocando a basket. Col padre non si trovava bene. Così, quando aveva 17 anni la mia famiglia lo ha preso in affido temporaneo. Quando è diventato maggiorenne il vincolo si è sciolto, però è rimasto con noi per un altro anno. Poi ha raggiunto i parenti a Lecco».

Rudy frequenta Milano per un po', si fa pure fotografare con Giorgio Armani, incappa ogni tanto in controlli di polizia, e quest'anno torna a Perugia. Suo «zio» lo accoglie e gli offre un lavoro come giardiniere nell'agriturismo di famiglia. Ma l'esperienza al Nord non lo ha cambiato: è svogliato, ad agosto lascia il lavoro e interrompe i rapporti con la famiglia che lo aveva accolto in affido. Pur nullafacente, vive da studente dalle parti di corso Garibaldi, dove abita anche Raffaele Sollecito. Come il barese, anche Rudy ha un profilo sulla comunità web di Facebook. Frequenta l'internet point di quella strada, fa amicizia con i ragazzi anglosassoni che arrivano a Perugia per l'Erasmus. Per campare, però, ora che non ha uno stipendio, si arrangia come può. I suoi impieghi non sembrano troppo leciti. Un 26enne che vive proprio in corso Garibaldi racconta di esserselo trovato in casa, a settembre, mentre frugava nei suoi cassetti. «L'ho inseguito fino alla porta, lui è rimasto bloccato, ha tirato fuori un coltello e mi ha detto “torna a letto, io me ne vado”. Appena è uscito ho chiamato la polizia, mi hanno detto di sporgere denuncia in questura. Qualche giorno dopo lo incontro per strada, e gli amici che erano con me mi dicono che era meglio lasciar perdere, non denunciarlo. Gli stessi amici nei giorni scorsi m’hanno detto che il quarto uomo ricercato era lui».

Piccoli furti, un po' di spaccio. E forse proprio la droga porta la sua strada a incrociare quella di Amanda prima e di Meredith poi. Fino al drammatico epilogo: forse la studentessa inglese aveva scoperto qualcosa su Rudy, o su Amanda, che non avrebbe dovuto sapere. Qualcosa che le è stato fatale. Dopo il 2 novembre Rudy sarebbe ripartito per Milano. Pare che anche nel capoluogo lombardo sia stato fermato per possesso di stupefacenti. Dove sia ora non lo sa nessuno. Oggi gli inquirenti gli perquisiranno l’appartamento.