Perugia, Guede è in carcere Sollecito non risponde a pm

L'ivoriano è in isolamento. Domani alle 9,30 il primo interrogatorio a Perugia. Lo studente barese, che aveva richiesto di essere sentito, ha fatto scena muta davanti a Mignini

Perugia - Rudy Hermann Guede, il "quarto uomo" dell’indagine dei giudici di Perugia sull’omicidio di Meredith Kercher, è in Italia. Consegnato dalla Germania e scortato da agenti dell’Interpol, il giovane ivoriano è giunto poco prima delle 13 all’aeroporto di Fiumicino con un volo di linea dell’Alitalia da Francoforte, dove era stato condotto dal carcere di Coblenza. Guede, che si proclama estraneo al delitto e che secondo i suoi avvocati "intende raccontare tutto al magistrato" era stato bloccato nei giorni scorsi in Germania in esecuzione del mandato di cattura europeo richiesto dal gip di Perugia. Dopo la notifica degli atti giudiziari, Guede è stato trasferito nel capoluogo umbro, con un cellulare della polizia penitenziaria che era in attesa nello scalo aereo della Capitale.

In carcere Guede era atteso sottobordo dell’aereo dai dirigenti della polizia giudiziaria di Fiumicino, che poi lo hanno prelevato a bordo. In jeans, con una maglia di lana celeste e un giubbotto nero foderato di pelliccia, il giovane ivoriano è stato l’ultimo a lasciare l’Enbraer 170 dell’Alitalia, scortato dai due agenti di polizia. Subito dopo è stato fatto salire su una vettura della polaria e condotto negli uffici della giudiziaria. Quindi è stato portato a Perugia, dove si trova in isolamento giudiziario nel carcere di Capanne. Il giovane ivoriano è stato rinchiuso in una cella singola. Senza televisione e giornali. Guede non può nemmeno incontrare gli altri detenuti. Nel carcere di Capanne si trovano anche Raffaele Sollecito e Amnda Knox. Domani mattina alle 9,30 Guede comparirà davanti al gip Claudia Matteini per l’interrogatorio di garanzia.

Sollecito non risponde Si è avvalso della facoltà di non rispondere, Raffaele Sollecito, in carcere assieme ad Amanda Knox, con l’accusa di aver ucciso Meredith. Nel corso dell’interrogatorio nel carcere di Capanne, il giovane barese non ha infatti risposto alle domande del pm Giuliano Mignini. Era stato lo stesso Sollecito a chiedere, prima dell’udienza del tribunale del riesame che ha confermato la custodia cautelare in carcere, di essere sentito. Sollecito, hanno spiegato i suoi legali all’uscita dal carcere, Marco Brusco e Luca Maori, non ha risposto in quanto i chiarimenti che voleva fornire li aveva già dati nel corso dell’udienza davanti ai giudici del riesame.