Perugia, il riesame: "Restano in carcere Raffaele e Amanda"

E' arrivato il verdetto del tribunale del riesame per i due fidanzati accusati di concorso in omicidio e violenza sessuale su Meredith Kercher. Accolta la tesi del pm. Loro si erano difesi: "Innocenti, non eravamo in quella casa"

Perugia - Restano in carcere Amanda e Raffaele. Il tribunale del riesame di Perugia dà ragione al pm Giuliano Mignini: ci sono gravi indizi di colpevolezza e esiste il pericolo reale di una fuga all'estero per la studentessa americana in Erasmus e il suo fidanzato pugliese. Rimangono dietro le sbarre accusati di concorso in omicidio volontario e in violenza sessuale sulla studentessa inglese Meredith Kercher, la notte tra il 1 e il 2 novembre. La decisione del tribunale del riesame è stata depositata in cancelleria. I giudici l’hanno resa nota con un dispositivo di poche righe nel quale si legge che si rigettano i ricorsi presentati dai difensori di Raffaele Sollecito e Amanda Knox contro il provvedimento del gip con il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti dei due. È stata così accolta la richiesta del pubblico ministero. Le motivazioni saranno depositate nei prossimi giorni.

"Innocenti" "Sono innocente" così Amanda Knox si è difesa davanti ai giudici del tribunale del riesame di Perugia. I giudici hanno esaminato il ricorso dei suoi difensori contro la misura cautelare per l’omicidio di Meredith Kercher. Uscendo dal palazzo di giustizia di Perugia uno dei suoi legali, l’avvocato Luciano Ghirga, ha spiegato che la versione della giovane è quella di non essere stata nella casa del delitto mentre la studentessa inglese veniva uccisa. Stessa linea difensiva per Raffaele Sollecito. Il ragazzo ha risposto ad alcune domande e si è proclamato innocente. Lo hanno riferito i suoi avvocati, che hanno aggiunto: "Siamo soddisfatti. È andata bene adesso aspettiamo l’esito. Il giudice ha detto che il dispositivo sarà depositato alle 18", ha riferito l’avvocato Luca Maori. Il giovane studente barese ha parlato per circa 25-30 minuti.

Il pm: "Sono colpevoli"  Fotografie dell’abitazione di via della Pergolasono state prodotte oggi dal pubblico ministero Giuliano Mignini nell’udienza davanti al tribunale del riesame. In particolare per dimostrare che nell’abitazione non è stato compiuto alcun furto. Le immagini propongono infatti la porta d’ingresso dell’appartamento sulla quale la polizia non ha rilevato segni di effrazione. Altre hanno riguardato la finestra, trovata rotta, in una delle camere. Anche facendo riferimento all’altezza alla quale si trova, gli inquirenti hanno sostenuto che non poteva essere utilizzata per un furto. Oggi il pm ha ribadito che a carico di Raffaele Sollecito e Amanda Knox ci sono a suo avviso gravi indizi di colpevolezza. Ha quindi chiesto al tribunale di respingere le istanze dei due indagati

Non si sono visti Raffaele e Amanda sono giunti al Palazzo di giustizia di Perugia a bordo in due cellulari diversi, sono stati condotti a un ingresso secondario dell’edificio e sono entrati nell’edificio senza essere visti dai giornalisti in attesa davanti agli uffici giudiziari. A palazzo di Giustizia anche i difensori di Sollecito, Knox e Patrick Lumumba Diya, quest’ultimo l’unico tornato nel frattempo in libertà.

Sono sereni Amanda indossava una tuta marrone con una maglietta chiara, i capelli raccolti in treccia e senza un filo di trucco, è apparsa sorridente e serena. Raffaele indossava una tuta ed è apparso anche lui sereno. I due fidanzatini, hanno annunciato ieri i loro difensori, parleranno di fronte ai giudici del tribunale del riesame, al presidente Massimo Ricciarelli e i giudici Cecilia Bellucci e Lidia Brutti. Gli avvocati contesteranno l’inchiesta del titolare delle indagini Mignini, chiedendo la scarcerazione o gli arresti domiciliari per i due indagati.

La difesa I difensori di Amanda Knox, Luciano Ghirga e Carlo Della Vedova, sostengono che le dichiarazioni rese in questura da Amanda non sono utilizzabili giuridicamente, che le tracce di dna ritrovate sul coltello da cucina sequestrato in casa di Sollecito e appartenenti sul manico all’americana e sulla lama alla vittima, sono di epoche diverse. Inoltre secondo la difesa della Knox l’assassino di Meredith è uno solo, un uomo robusto che l’ha strangolata. Gli avvocati di Raffaele Sollecito, Luca Maori, Marco Brusco e Tiziana Tedeschi dicono che il giovane barese non è mai uscito da casa sua la notte del delitto, il primo novembre. Contestano infatti la perizia della polizia postale sul computer del ragazzo e con una perizia tecnica di parte intendono dimostrare che Raffaele ha usato il computer la notte dell’omicidio. Inoltre, gli avvocati affermano che l’impronta ritrovata sul luogo del delitto non corrisponde alle scarpe di Sollecito e che il coltello da cucina non è l’arma del delitto.

Il ricorso di Lumumba Il tribunale ha dichiarato inammissibile per il venire meno dell’interesse da parte dell’indagato, del ricorso presentato da Patrick Lumumba Diya contro l’ordinanza di custodia cautelare. Il musicista congolese è stato infatti scarcerato dal gip nei giorni scorsi su richiesta del pubblico ministero per il venir meno dei gravi indizi nei suoi confronti. I legali hanno comunque presentato al tribunale del riesame una memoria nella quale sottolineano la totale estraneità al delitto del loro assistito, con allegata la richiesta presentata ieri al pm di archiviare l’indagine.