Peruviano esce con l’indulto e molesta una quattordicenne

I carabinieri non hanno avuto difficoltà a bloccarlo e a identificarlo: se ne stava a casa, nell’appartamentino di un palazzo in una via che si trova in zona viale Monza. Ed era proprio lì, in quello stabile, che poco prima aveva messo le mani addosso a una ragazzina incontrata in ascensore: approfittando del fatto di essersi trovato solo con lei, l’uomo aveva fatto «la piovra» e la giovane non aveva potuto sfuggirgli se non quando le porte si erano riaperte. Dicesi violenza sessuale, reato grave, da carcere. Una faccenda seria. Soprattutto per uno come lui che dalla galera, grazie all’indulto, era appena uscito. E che, invece di lasciare il territorio italiano - come intimatogli dalla legge sull’immigrazione visto che si tratta di un clandestino - aveva preso il treno e se n’era venuto a Milano per farsi ospitare da un amico. E fare danni.
È stato convalidato ieri pomeriggio dall’autorità giudiziaria l’arresto di un peruviano di 24 anni che mercoledì sera ha molestato una 14enne italiana che vive nel palazzo dove l’uomo risiede da poco. L’immigrato, infatti, è uscito dalla casa circondariale dell’Aquila il 3 agosto dov’era detenuto per furto, ricettazione e resistenza, solo per aver beneficiato dell’indulto. Il sudamericano si era già fatto notare nei giorni precedenti alla violenza per aver offerto le sue performance sessuali a più di una donna del paziente vicinato e per essersi toccato pubblicamente davanti a tutti. Insomma: un tipo decisamente eccentrico e turbolento.
Erano le 19 l’altra sera quando è salito sull’ascensore con la ragazzina, cittadina italiana ma figlia di un maghrebino e di una peruviana e ha cominciato a palpeggiarla. La bimba, sconvolta, ha cominciato a gridare, ma il palazzo era semivuoto e nessuno poteva sentirla. Una volta uscita da quell’inferno di ascensore che non sembrava voler mai arrivare al suo piano, la piccola è corsa tra le braccia della madre in lacrime e quando ha raccontato tra i singhiozzi quanto era appena accaduto la donna ha dato l’allarme chiamando il 112. Il sudamericano, intanto, se n’era tornato a casa dell’amico come se nulla fosse accaduto. Ed è lì che i carabinieri l’hanno trovato poco dopo. Anzi: è stato lui stesso ad aprire la porta ai militari. Che l’hanno portato subito a San Vittore: stavolta lasciare il carcere per uno come lui non sarà tanto semplice.