«Pesa il senso di colpa per essere sopravvissuti» Gli psicologi in azione per le ferite più profonde

Vittime tra le vittime, bambini e adolescenti delle città abruzzesi devastate dal sisma sono più esposti al trauma da stress. Ansia, paura, tristezza, colpevolezza (per essere sopravvissuti), insonnia, incubi, mal di testa solo alcuni dei sintomi dello choc, così come sono stati elencati dal servizio di Psicologia d’emergenza dell’Abruzzo (Pea), che li ha scritti su un volantino che ha distribuito agli operatori che lavorano nelle tendopoli, invitando tutti gli sfollati a parlare delle proprie emozioni, a non isolarsi, a fare in modo «che i bambini tornino alle attività abituali». Difficile giocare in una tendopoli, dove tutto è spersonalizzato. Però da ieri all’Aquila hanno iniziato a provarci. Lo ha fatto il ministro Mara Carfagna, che ha incontrato i piccoli ospiti con i genitori del campo d’accoglienza allestito dalla Protezione civile in Piazza d’armi, il maggiore del capoluogo, dove si sta dando assistenza a oltre un migliaio di persone. Gente, precisano, che nel sisma ha perso tutto, restando spesso con l’unica cosa che aveva addosso: un pigiama. Carfagna, giunta in auto da Roma, ha inaugurato in maniera informale il progetto dei medici clown (pediatri e psicologi) che da oggi terranno compagnia ai ragazzini sfollati. Con scherzi, giochi, a volte un semplice sorriso.