Pescara: "Così il sindaco faceva ricchi i suoi amici"

Il gip su D'Alfonso: "Duplicazioni di incarichi, identiche consulenze pagate due volte". Il
trucco: per evitare le procedure di gara i compensi non superavano i
100mila euro

Roma - Tangenti «pulite» e in nero, spese pazze per il camposanto, contributi elettorali e viaggi gratis. Ma anche un esorbitante numero di consulenze esterne affidate alle stesse persone, cumuli di incarichi sul conto del Comune. «Consiglieri» per project financing che erano contemporaneamente tecnici esterni e componenti della commissione di gara. C’è anche questo nelle carte dell’inchiesta sulle tangenti di Pescara che ha portato agli arresti domiciliari il primo cittadino e segretario regionale del Pd, Luciano D’Alfonso e ha svelato un giro di ricatti e fondi pagati agli imprenditori con finanziamenti illeciti alla Margherita.

A proposito dei progetti di project financing del Comune di Pescara il gip scrive: «È davvero clamorosa la frammentazione e la reiterazione degli incarichi di consulenza». Incarichi molto ben retribuiti, ma mai superiori ai 100mila euro, perché questo tetto «avrebbe imposto la procedura di gara». Due in particolare i consulenti esterni che avrebbero beneficiato di generosi compensi: a uno di loro per esempio il Comune versa 125mila euro per tre differenti incarichi. Consulenze che spaziano dal «supporto a dirigente competente per la formazione» del programma triennale dei lavori pubblici, fino alla collaborazione per valutare un progetto di «project financing parcheggi area centro sportivo», e infine l’assistenza al Comune per il «project financing dei lavori di ampliamento del cimitero di san Silvestro». A un altro consulente esterno vengono affidati tre incarichi per complessivi 105mila euro, compiti identici a quelli assegnati al collega. Tanto che il gip scrive: «Si nota anzitutto la duplicazione di incarichi» tra i due personaggi, tanto da ipotizzare «un’unica unità funzionale» dal momento che gli studi dei due professionisti «hanno sedi nei medesimi indirizzi». In pratica il Comune assegnava incarichi esterni in doppione a due consulenti che hanno lo studio nello stesso palazzo. Il gip calcola che l’importo complessivo di queste consulenze fotocopia è stato «di ben 340mila euro». Ma l'anomalia più grave è un’altra: i due consulenti erano anche «controllori», in quanto «componenti della commissione di gara» dei piani di project financing e venivano retribuiti «solo a condizione che... approvino il progetto controllato!», si legge nell’ordinanza.

Incarichi e consulenze esterne venivano dati al Comune di Pescara anche in cambio di favori vari, come un’ospitalità gratuita a Europa prossima, la società che sarebbe servita al sindaco e ai suoi collaboratori per deviare soldi del Comune verso la Margherita. E’ il caso di un indagato che pur pagando regolare affitto di un locale, cedeva gli spazi a Europa Prossima. Un benefattore? No, scrive il gip: infatti donava sì il suo appartamento all’associazione, ma è stato nominato «collaudatore per il programma Colle Cetrullo» del Comune di Pescara, «direttore dei lavori per il Ponte sud mare», più consulente per altri due progetti uno dei quali «per la difesa della costa» che era stato peraltro già assegnato a un altro professionista (ennesima consulenza fotocopia). «Tangentopoli non è mai finita», è stato il commento ieri del procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi. Oggi il sindaco dimissionario D’Alfonso sarà interrogato dal gip Luca De Ninis. Il legale della famiglia Toto ha ribadito «la totale estraneità dei miei assistiti» Carlo e Alfonso, il presidente di Air One e suo figlio, entrambi indagati.