Pescara, molestatore libero massacra l'ex moglie

L'uomo aveva tentato altre aggressioni: il giudice gli aveva dato gli arresti domiciliari a Foggia. E' fuggito e, travestito con una parrucca bionda, ha raggiunto Montesilvano dove ha fatto fuoco contro la donna e il suo attuale compagno. Ora è caccia all'uomo<strong><a href="/interni/sconto_pena_lassassino__vulnerabile_geneticamente/09-11-2009/articolo-id=397549-page=0-comments=1"></a></strong>

Pescara - Ex compagni di vita che pedinano, minacciano, subissano di sms, aggrediscono: solo ieri sono venuti alla luce tre casi, a Cecina (Livorno), Montecchio (Reggio Emilia) e Montesilvano (Pescara). Quando va abbastanza bene, come nel Livornese e nel Reggiano, le donne vivono da recluse, escono solo se scortate, cadono in un profondo stato di ansia, mentre l’uomo viene arrestato per stalking.
Quando va male, avviene come nella notte tra sabato e domenica nel Pescarese: lei in ospedale con il viso sfigurato da un colpo di pistola; il suo ex in fuga; il nuovo compagno ferito tanto gravemente da perdere un rene.

Un duplice tentativo di omicidio annunciato, secondo le forze dell’ordine, quello della scorsa notte a Montesilvano.
In un mese e mezzo il magistrato era già intervenuto due volte. A ottobre, con un divieto di dimora per lui a Silvi Marina (in provincia di Teramo), dove la ex coppia - con un bimbo di quasi 4 anni - aveva vissuto in passato e dove ora lei era stata costretta, dalla paura, a trasferirsi a casa dei genitori.

Venerdì scorso, con un provvedimento di arresti domiciliari nella sua abitazione foggiana. Un provvedimento leggero, evidentemente. Troppo leggero per un uomo così. Perché la legge sullo stalking e gli atti persecutori, prevede il carcere da 6 mesi a 4 anni e aggravanti di pena nel caso in cui il reato sia commesso ai danni di minori, disabili, o donne incinte. Se il giudice avesse applicato come avrebbe dovuto il nuovo provvedimento, probabilmente non ci sarebbe stato il reato.
L’uomo, Michele Lambiase, 47 anni, 16 più di lei, è conosciuto come una persona violenta. Sabato sera, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, raggiunge l’abitazione dei genitori di lei, a Silvi.

Travestito, con una parrucca bionda, spia. La vede uscire di casa, prendere la sua auto e dirigersi verso Sud. La segue fino a Montesilvano, aspetta che lei lasci la sua auto in un parcheggio e salga su quella del fidanzato, poi spalanca lo sportello e spara con una pistola calibro 7.65. Nonostante le ferite il compagno della donna riesce a mettere in moto ed a raggiungere la vicina caserma dei carabinieri per chiedere aiuto. Michele Lambiase fugge.
Ora lo cercano tra gli amici che aveva a Silvi, ma anche tra i parenti che ha a Foggia. Difficile sapere quale auto abbia usato e, quindi, cercare. Le indagini dei carabinieri hanno accertato che le precedenti aggressioni subite dalla giovane donna sono sempre state fatte con autovetture diverse, a volte prese in prestito da amici e parenti, altre prese a noleggio. Insieme erano stati circa tre anni. Poi la rottura, da lui mai accettata. Minacce, un tentativo di violenza sessuale, l’esigenza di controllarla sempre, fino al gesto della notte di sabato.

Un dramma complesso aggravato dalla decisione del gip di Teramo di non applicare in maniera rigorosa la legge. E su questo ieri si è scatenato il dibattito politico. Un invito ad applicare le norme è arrivato dal Pdl, ma anche dal Pd. Barbara Pollastrini, parlamentare del partito democratico ha espresso «vicinanza e solidarietà alla coppia e alle rispettive famiglie. Aspettiamo l’inchiesta della magistratura - ha aggiunto la Pollastrini -. Ma questo ennesimo gravissimo episodio rappresenta la conferma che una grande percentuale di stalker si trasforma in assassini e che è urgente un piano preventivo di educazione e di tutela». Infine, la Pollastrini ha sottolineato la necessità della «massima severità nell’applicazione della pena per i molestatori».

La legge è stata applicata, invece, a Cecina (provincia di Livorno) dove l’ennesima lite seguita da un’aggressione nei confronti dell’ex fidanzata sono costate l’arresto per stalking a un muratore quarantenne, senegalese.

L’uomo, secondo quanto spiegato, non aveva accettato la fine della relazione con una ventiquattrenne di Castagneto Carducci (Livorno). L’arresto è scattato a Cecina (Livorno) dopo la richiesta di aiuto ai carabinieri da parte della giovane. Lo straniero si trova adesso agli arresti domiciliari. La speranza è che presto il provvedimento si inasprisca. Per evitare quello che è accaduto in Abruzzo.