Il pesce d’aprile servito dal sindaco a non più di quattro amici al bar

(...) neppure che il pesce confezionato per loro venisse cucinato. Già all’alba c’era chi aveva apparecchiato tavola con la prima pagina del Corriere Mercantile. «Al Lagaccio niente moschea ma nuovo stadio», recitava il titolo che ha fatto stappare champagne ai comitati di cittadini. Persino di cittadini genoani, che almeno sanno come le prediche dei cugini siano meno rumorose del canto del muezzin. Qualche indizio, a dire il vero, c’era anche per capire il trucco. Ma l’ansia di leggere finalmente una buona notizia ha fatto passare inosservato il fatto che lo spazio era un po’ troppo ridotto rispetto alla portata della novità. E anche il particolare che il progetto del nuovo stadio non era più quello dello studio Giacomazzi ma portava la firma del «prestigioso architetto tedesco Peter Fischer». Un pescatore tedesco, più che un architetto. Meno male che almeno i particolari del progetto sarebbero stati resi noti in un locale di Boccadasse e non di Abboccadasse.
Lo stadio sloggia-moschea comunque sulla scrivania della sindaco c’è finito. Ce lo ha portato un’interrogazione urgente di Lilli Lauro, consigliere comunale della Lista Biasotti. Ma allora l’esca era davvero ghiotta? «No, è che abbiamo molto apprezzato lo spirito di questo scherzo - assicura l’arancione di lista e bionda di chioma - L’ironia è davvero tagliente, perché dimostra come da questa sindaco ci si debba aspettare di tutto. Per questo abbiamo voluto portare il caso in consiglio comunale. Ormai non ci si può stupire di fronte a alcun annuncio».
Le parole di Lilli Lauro sono le più credibili della giornata, visto che la politica degli annunci del sindaco ha ispirato la maggior parte degli altri scherzi (e delle altre abboccate), proprio per la verosimiglianza dei contenuti. Dopo i divieti alla movida, le chiusure anticipate dei locali nei carruggi e la stretta sugli alcolici, a Genova non sarebbe stato così incredibile dover rispettare anche l’ordinanza che limita a quattro il numero massimo di amici che possono sedersi allo stesso tavolino di un bar, neanche fosse Gino Paoli l’assessore alla movida. Oltre quel numero, recitava infatti un manifesto affisso per la città, la compagnia deve dividersi per «evitare adunanze chiassose con risate sguaiate». Dure sanzioni per il barista indulgente, a partire dalla «chiusura del locale nel week-end successivo».
Piace comunque ai cittadini l’idea di prendere la sindaco a pesciate. Così il progetto della Gronda glielo lasciano pure portare avanti ma, anche solo per gioco, tramano nell’ombra per organizzare la secessione. Il comitato Antigronda Valpolcevera ha organizzato una «conferenza stampa» per annunciare che Rivarolo e dintorni hanno già stretto l’alleanza con il Principe di Seborga con tanto di annessione al suo Stato sovrano. Che i problemi li vede arrivare proprio dalle sue storiche roccaforti, da Sampierdarena e da quel ponente che fa capo al Municipio Centro-Ovest. Il «regno» di Domenico Minniti insomma. Cioè, l’ex regno, perché a forza di crisi e crisette assolutamente vere, è stato convocato il consiglio per deliberare sulla «presa d’atto delle dimissioni del Presidente». Cioè Minniti stesso, che firma già da «ex-presidente». A guadagnarci sono state soprattutto le compagnie telefoniche che hanno fatto affari d’oro con tutti quelli che lo hanno chiamato per congratularsi con lui per il coraggio, oppure per rincuorarlo o per fargli cambiare idea. Ma anche con tutti quelli che subito dopo hanno fatto il numero di Luca Mazzolino, capogruppo dell’Udc in Municipio, pronto ad assumersi tutte le responsabilità della caduta del presidente.
Ma per il Comune resta più urgente il problema della sicurezza di notte. Visto che il nemico-amico-compagno Claudio Burlando ha limitato l’uso di luci nelle ore notturne per incentivare il risparmio, Supermarta ha deciso di dotare i suoi super-cittadini di un super-mantello come il suo. O almeno, di un super giubbotto fosforescente, stile stiamolavorandopervoiscusateildisagio. Il modo per scoprire il pesce d’aprile non stava però in tale sillogismo, cioè nel difficile compito di immaginarsi questa amministrazione comunale che fa qualcosa di gradito ai cittadini. Piuttosto nel fatto che i manifesti erano firmati «La sindaco Marta Vincienzi», con la «i». Suvvia, la prof! Ci ha pensato Telegenova ieri a togliere l’amo dalla bocca agli ultimi genovesi pronti a correre alla Fiera per ritirare il nuovo giubbotto. Mentre TeleLiguriaSud, emittente spezzina, ha preferito l’altra barricata. E nel tg ha annunciato il concorso della Nasa che reclutava negli uffici della Provincia della Spezia nuovi astronauti ai quali sarebbe stato comunque garantito un viaggio a Cape Canaveral per la selezione. Bando aperto, senza limiti di età. Tanto che ieri, in coda, i più delusi, anzi inferociti per lo scherzo, erano soprattutto quelli che di una certa età che sulla Luna ci volevano andare davvero, non fosse altro che per andare a recuperare la testa.
Potenza della tv. Incontenibile soprattutto se ammantata dall’autorità di mamma Rai, che al Tg2 ha «sparato» lo scoop della convocazione in extremis di Fantantonio Cassano in Nazionale per la partita di ieri sera nella «sua» Bari. Gianfranco Butinar, imitatore dei calciatori, ha prestato la sua voce per l’intervista con cui il gioiello blucerchiato annunciava la chiamata di Lippi. Ispiratore del gioco, in fondo, Cassano lo è sempre stato.