Il «pesce fresco» del mercato? La metà è surgelato

Rita Smordoni

«A Roma e nel Lazio i quattro quinti del pesce congelato offerto sui banchi del mercato è privo di etichetta. Almeno metà di quello venduto come fresco, invece, è congelato». A lanciare l’allarme è Antonio Longo, presidente del «Movimento difesa del cittadino», sigla storica dei consumatori. L’associazione ha curato una ricerca in tutto il territorio nazionale su truffe, contraffazioni, sofisticazioni alimentari, sequestri. Il risultato è riassunto in un dossier dal significativo titolo: «Rapporto 2005 sulle frodi alimentari in Italia».
L’episodio-cult dell’inchiesta? Quello grottesco e disgustoso del vecchietto che ha succhiato per ore un confetto, pescato a caso nella confezione, senza venirne mai a capo. Alla fine ha scoperto con raccapriccio che si trattava di un dente molare di porcellana, ovviamente non suo. Lungo l’elenco delle frodi sventate dai carabinieri e dagli ispettori del ministero dell’Agricoltura a Roma e nel Lazio nel 2004. A gennaio nei depositi di stoccaggio di una nota ditta di Latina vengono sequestrate 22 tonnellate di ketchup adulterato da un colorante, il Sudan-1, vietato dall’Unione Europea perché cancerogeno. A maggio requisite 27mila bottiglie di vino taroccato come Frascati doc. A luglio sono scoperti vermetti, mosche e scarafaggi nel cibo in un ospedale di Cassino. A ottobre blatte e insetti nel pan carré prodotto da uno stabilimento di Pomezia, dopo che una bambina aveva trovato gli scarafaggi nel panino della scuola. Nello stesso mese, maxisequestro dei Nas a Tor Sapienza, a Roma, per una tonnellata di carne avariata e pasta all’uovo scaduta. A dicembre a Bracciano ancora un sequestro di 2.500 chilogrammi di spezie contenenti Sudan Rosso 1.
Il dossier del «Movimento difesa del cittadino» dedica un capitolo alla vendita del pesce nei mercati e negozi al dettaglio. Un colpo al cuore. Insieme a Campania e Sicilia, il Lazio guida la non invidiabile classifica delle rivendite di pesce fuorilegge: in regola è appena il 15%. «Spesso si trova pesce apparentemente fresco, che profuma di mare - rivela il dossier - Invece è scongelato, ed è tenuto su rinvigorito dal ghiaccio e rinfrescato da secchi di acqua di mare spruzzata continuamente». Anche la percezione dei rischi alimentari è alta. Secondo il Movimento difesa del cittadino, appena l’1% dei consumatori sono «tranquilli» a tavola, contro il 23% di «accorti» e il 76% di «ansiosi». Pesticidi, ormoni, antibiotici, nell’ordine, rovinano l’immaginario di chi siede a tavola. Il 73% degli intervistati, tuttavia, si dichiara informatissimo sui pericoli dell’alimentazione, in quanto legge le etichette dei prodotti o consulta il medico, i libri, gli amici. Conclusione? Viene spontanea: si mangia tutto quello che non strozza.