Il peso pensioni sui giovani

Numerosi gli esperti chiamati a intervenire ieri a palazzo Tursi, al primo incontro di «We the people», l'associazione voluta da Enrico Musso. Un convegno estremamente tecnico per parlare di fatti e discutere problemi legati all'amministrazione della città. E non solo: un dibattito che ha toccato temi d'interesse nazionale, partendo da un interrogativo locale: «Genova città di pensionati, ma quale pensione per i giovani?».
Il risultato? Posizioni differenti, ma unite nel bocciare il pacchetto Welfare del governo Prodi.
È Musso a lanciare l'allarme: «La controriforma delle pensioni graverà sulle spalle di giovani e precari».
In difesa dei giovani anche Renata Oliveri, ex candidata della Cdl alla presidenza della Provincia. Paolo Rebuffo, portavoce genovese del network decidere.net (assente invece il fondatore Daniele Capezzone, sempre più vicino al nuovo partito di Berlusconi) ribadisce la proposta di un aumento graduale dell'età pensionabile a 65 anni.
Elisabetta Fatuzzo (partito Pensionati) spezza l'entusiasmo di chi vede nell'immigrazione una risposta ai problemi legati al sistema previdenziale: «È vero che più immigrati significa più lavoratori, ma dati sui flussi evidenziano come siano sempre più frequenti i ricongiungimenti familiari di persone anziane che pur non avendo mai lavorato in Italia, potranno beneficiare della pensione minima».
Tranchant Giancarlo Paglierini, già ministro del Bilancio nel primo governo Berlusconi: per lui l'Italia va verso il collasso se non si passa subito da un sistema a ripartizione a uno a capitalizzazione. Posizione non troppo condivisa da Luca Beltrametti (docente universitario di Politica economica).
È intervenuto anche Ettore Rivabella (segretario Ugl Genova) e in platea non sono mancati rappresentanti dei partiti di tutto il centrodestra genovese.