Pestano l’agente che arresta il nipote

I legami di sangue, si sa, sono fortissimi. Anche fra zio e nipote. Se poi il nipote non ha uno zio solo, ma due, e sono entrambi focosi, pronti a difendere il rampollo «a prescindere» (anche quando il rampollo è cresciuto, e ruba, e viene pizzicato sul fatto), la faccenda si complica parecchio.
Com’è successo l’altra sera, in via Frate Oliverio, a Sottoripa, quando gli agenti della polizia municipale hanno fermato un giovane per furto. A quel punto sono intervenuti i parenti: due zii, di 70 e 64 anni, originari di Gela, provincia di Caltanisetta, decisi a difendere l’integrità morale e materiale della famiglia.
A suon di botte da orbi: si vede subito che i due energumeni ci sanno fare, menano colpi a destra e a manca, qualcuno anche sotto la cintura. I vigili urbani non se l’aspettano, e poi non sono neanche attrezzati per affrontare i problemi di ordine pubblico. Vista la situazione critica, arriva a dare manforte un poliziotto, un vicesovrintendente in quel momento libero dal servizio. Che però, dai due protettori del nipote, viene subito accusato di «non farsi gli affari suoi». È solo l’inizio. Poi comincia il match vero e proprio, a suon di calci e pugni che arrivano quasi tutti a segno, proprio mentre i cantuné se ne vanno e sopraggiungono altri rinforzi del parentado. Infine intervengono le volanti, e gli zii vengono arrestati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Al vicesovrintendente i sanitari riscontrano una frattura delle ossa nasali, per gli zii, invece, solo qualche graffio. Più che altro, i segni delle manette.