Pestata a sangue perché frequenta un ragazzo italiano

L’immigrata di 17 anni, ricoverata all’ospedale di Bolzano, ha raccontato che il padre le ha rotto una gamba a colpi di bastone

da Bolzano

È stata picchiata a sangue con un bastone come punizione per aver frequentato un ragazzo italiano. È ciò che ha raccontato a medici e inquirenti una ragazza di 17 anni, originaria di un paese mediorientale, che è stata medicata nella notte tra sabato e domenica al pronto soccorso dell’ospedale di Bolzano. Intorno alle 2 di notte la 17enne è stata accompagnata al presidio medico dai genitori: aveva ecchimosi in tutto il corpo, una gamba fratturata ed era in stato di agitazione. Quando si è trovata di fronte ai medici, la richiesta inaspettata: «Voglio essere visitata da sola, non davanti ai miei genitori».
In una stanza appartata, la tensione della ragazza è esplosa in un lungo e dettagliato racconto: «Mio padre mi ha picchiata - ha raccontato in lacrime - perché non vuole che frequenti un italiano». La giovane ha anche specificato che non si trattava di una storia d’amore, ma di una semplice frequentazione: «Lui è solo un amico, un compagno di scuola», ha detto.
I sanitari hanno raccolto lo sfogo e intanto hanno effettuato un’accurata visita sul corpo della giovane dove hanno riscontrato segni che apparentemente sembrano confermare le sue parole in seguito ripetute agli agenti della Questura di Bolzano, allertati dalla segnalazione del Pronto soccorso. Anche se confusa e agitata, la ragazza ha saputo ricostruire per sommi capi l’accaduto e ha chiaramente detto di essere stata picchiata con un bastone. I medici hanno riscontrato ecchimosi «lineari», di forma allungata, giudicandole, a un primo esame, compatibili con lesioni procurate da un bastone o un’asta.
A quel punto gli agenti hanno ascoltato anche la versione del padre, che ha narrato una storia del tutto diversa. L’uomo, che abita e lavora a Bolzano con la famiglia da diversi anni e ha un regolare permesso di soggiorno, ha raccontato che la figlia è caduta dalle scale. L’uomo, secondo la polizia, è di religione musulmana, ma non è ancora chiaro se il pestaggio sia collegato, oltre che a motivi culturali, anche dall’aver infranto precetti di fede «integralisti».
La storia della caduta ovviamente agli inquirenti è suonata tutta da verificare, anche alla luce degli accertamenti medici. La ragazza aveva riferito che la madre aveva cercato di proteggerla dal pestaggio, di dissuadere il padre dal picchiarla. Ma, sempre secondo il racconto della ragazza, l’uomo avrebbe ordinato alla donna di allontanarsi e quindi avrebbe infierito con un bastone sulla giovane. Di fronte alla polizia, la madre della ragazza si è schierata con il marito: ha confermato la versione della caduta dalle scale. La polizia ha anche effettuato un sopralluogo in casa della famiglia, verificando che effettivamente nell’appartamento c’è una scala. Resta però il referto medico che ha certificato lesioni decisamente pesanti: ecchimosi varie e una frattura del perone guaribili con ben 35 giorni di cure. La ragazza è stata ricoverata in ospedale, mentre la polizia ha segnalato il caso alla Procura della Repubblica e alla Procura presso il Tribunale dei minori. I magistrati hanno preso tempo prima di valutare l’affidamento ai servizi sociali della ragazza. Approfittando del fatto che sarà al sicuro in ospedale, intendono verificare più a fondo i fatti, mettere a confronto le versioni e cercare di capire se ci si trovi di fronte a un caso che potrebbe trasformarsi in tragedia, come accaduto a Hina Saleem, la 20enne uccisa dai familiari a Brescia.