Pestato da banda di romeni ubriachi: in coma

Vittima un vicentino di 26 anni: il giovane ha battuto la testa cadendo a terra. Gli stranieri, un gruppetto di cinque
uomini, da ore girovagavano per i bar cercando di scatenare risse. Tre
sono finiti in carcere, un altro è stato denunciato. Feriti altri due
italiani

Vicenza - Ad Arsiero (Vicenza) quei romeni li conoscono bene. La loro fama di attaccabrighe e violenti ha già avuto modo di finire negli archivi dei carabinieri per via di una denuncia per lesioni. L’altra sera hanno fatto il salto di qualità, colpendo selvaggiamente Diego Scarabelli, 26 anni, operaio di Velo d’Astico, facendolo cadere dopo l’ennesimo pugno. Il giovane ha battuto la testa e ora è in coma all’ospedale di Vicenza. E stavolta sono scattate le manette, con l’accusa di tentato omicidio, per Marlus Gindac di 19 anni, Vasile Oancea di 29 e Ion Firel Tudor di 31, mentre un quarto connazionale è stato denunciato a piede libero dai carabinieri della Compagnia di Schio.

Succede tutto al bar Spritz, ad Arsiero. Nel locale, gestito da cinesi, c’è un pensionato che viene preso di mira da questi romeni, a quante pare esaltati anche dall’alcol in corpo. Un giovane, amico di Scarabelli, li invita a lasciarlo stare e la cosa sembra finire lì. Qualche ora dopo, però, Diego Scarabelli entra allo Spritz con gli amici per bere qualcosa.

«Eravamo appena arrivati - ha raccontato Nicola, uno del gruppo - e aspettavamo che ci servissero una birra. A un certo punto è entrato un romeno per vendicarsi dell’affronto, così almeno lo giudicava lui, subito poche ore prima».

A quel punto fuori dal locale si è scatenata una rissa, provocata dal gruppo di stranieri. Prima hanno colpito a un occhio l’autore dello «sgarbo» poi, visto che gli altri stavano uscendo per cercare di difendere il malcapitato, hanno proseguito nel pestaggio. A uno hanno fratturato una mano, un altro è rimasto lievemente ferito, ma ad avere la peggio è stato Scarabelli. «Diego voleva andare a fare da paciere - ha spiegato uno dei suoi amici - anche perché lui è uno che odia le risse, è contro ogni tipo di violenza. Lo hanno preso a pugni, lui è caduto, ha sbattuto la testa e ha perso i sensi. Hanno però continuato a colpirlo. Poi sono scappati».

Da quel momento è cominciato il calvario dell’operaio. Prima è stato portato al vicino ospedale di Schio, dove i medici, constatata la gravità della frattura cranica, hanno immediatamente disposto il trasferimento al reparto di rianimazione del San Bortolo di Vicenza. Dove è tuttora ricoverato, in condizioni gravi. I medici lo mantengono in coma farmacologico.

Al suo capezzale mamma Tiziana e papà Alfonso sono in lacrime. «È pura follia - dicono con rabbia mista a dolore -. Uno esce con gli amici e si ritrova in coma all’ospedale. Ora abbiamo paura anche noi, paura a uscire di casa, paura che ci facciano del male. Questi romeni se fanno una cosa del genere in patria li sbattono in galera e non escono, perché là la legge è severa. Da noi se la caveranno con poco. Non è giusto, non è giusto. I violenti devono tornarsene al loro Paese. Questi qui venti giorni fa erano già stati denunciati per lesioni?».

Paolo Franco, senatore vicentino della Lega Nord, parla di «ennesimo episodio di violenza gratuita». «Siamo stanchi - spara Franco - che i barbari vengano nelle nostre terre a portare violenza, devastazione e morte: è tempo che non ci sia nessuna tolleranza da parte di alcuno. Sappiano questi assassini che la Lega è pronta a tutto e se si protrarrà questa situazione li prenderemo a uno a uno per cacciarli a casa loro».