Pestato e umiliato dai vicini di banco

Lo chiamano criceto, sporco ebreo, femminuccia. Non lo fanno entrare nello spogliatoio della palestra e quando Marco ci prova lo riempiono di botte. Un fatto del quale mai nessuno ha parlato e i cui contorni sono ancora in parte da accertare. Una testimonianza-shock quella portata in aula, ieri mattina, da agenti e psicologi della Polizia di Stato davanti a centinaia di studenti dell’Alessandro Magno di Casalpalocco. Marco frequenta la prima classe in un liceo romano. Quindici anni ancora da compiere, da poco è passato dalle scuole medie alle superiori. Con lui gli amici di sempre, Andrea, Giovanni, Maurizio (tutti nomi di fantasia come quello del protagonista). Un pomeriggio torna a casa livido e sanguinante. I genitori lo portano al pronto soccorso dell’Umberto I. E qui il ragazzo, quasi costretto dai medici, inizia a raccontare. «Mi chiamano criceto per i miei incisivi pronunciati - spiega in lacrime - dicono che sono una femmina e quindi non posso stare con loro quando fanno ginnastica. Mi insultano ogni momento, mi dicono bastardo giudeo. Poi mi picchiano». Sulla vicenda grava ancora il naturale riserbo degli investigatori che stanno accertando, nel dettaglio, responsabilità ed eventuali complicità all’interno del «branco» di bulli liceali. La vicenda è da brividi: durante la lettura della testimonianza i ragazzi della media statale di via Stesicoro si fanno seri. Tutti zitti, ad ascoltare gli esperti di via di San Vitale in tema di bullismo. Quella di ieri è la tappa di un progetto inaugurato dall’ufficio minori della divisione anticrimine, denominato «percorso integrato di legalità». Non a caso avviato proprio nella scuola in cui ha perso la vita Alessandro Lops, 14 anni appena. Una goliardata come tante per Ale e i suoi compagni, consumata una domenica pomeriggio del marzo scorso: salire sul lucernaio della loro vecchia scuola media ed esplodere petardi. La vetrata, però, cede sotto il peso dei tre ragazzi e, dopo un volo di 7 metri, il ragazzino, figlio di un medico della zona, entra in coma e muore. Una struttura messa a ferro e fuoco due mesi fa da teppisti mai identificati, la succursale di largo Herzl, sempre a Palocco, costata al Comune un milione di euro. «Da qui abbiamo deciso di far partire l’analisi su episodi di bullismo - spiega il vicequestore Rosario Vitarelli, dirigente dell’ufficio anticrimine - di violenza diffusa o disagio minorile accaduti nel 2008. È emerso che non esiste un rapporto diretto tra il degrado sociale e il bullismo. Gli episodi risultano, infatti, spalmati su un’area che comprende i quartieri più residenziali». Per gli alunni della scuola dell’Axa un progetto positivo. «Di certi compagni abbiamo paura - confessa un ragazzo - ci piacerebbe avere le guardie fisse a scuola». E le guardie, come le chiamano i giovani del litorale, promettono di essere più presenti anche fra i banchi. «Abbiamo individuato - dicono - le scuole più a rischio. Considerando la finalità di prevenzione, interverremo soprattutto nelle medie. Lavoreremo sugli alunni tra gli 11 e i 15 anni. Saremo affiancati da un team di psicologi della polizia che avrà come referente un insegnante».
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