Petacchi eterno secondo: «Ma è precampionato...»

Sempre battuto da Boonen nelle prime sfide, però non si preoccupa

Da erede di Mario Cipollini a controfigura di Tano Belloni, l’eterno secondo. Alessandro Petacchi riparte oggi da Donoratico lanciando un nuovo sprint dopo una falsa partenza al Giro del Qatar: tre volate con l’ex campione del mondo Tom Boonen e tre secondi posti. «Non è stato certo il modo migliore d’iniziare una nuova stagione – dice sereno lo spezzino volante -, ma io sono l’ultimo ad essere preoccupato». E se lo dice lui che di solito ha la gnagnera facile, c’è da credergli. Petacchi riparte dalla Toscana, con la prima corsa italiana della stagione, il Gp Costa degli Etruschi a Donoratico, che il velocista più forte del pianeta, appiedato l’anno scorso da una bruttissima caduta al Giro d’Italia (frattura della rotula del gionocchio destro), ha vinto nelle ultime due stagioni. A 33 anni compiuti e con 119 vittorie e una Sanremo a risplendere di luce propria, il Peta riprende il suo posto nel gruppo dopo otto mesi di inattività. «Quest’anno ho deciso di anticipare il mio esordio agonistico con il Giro del Qatar perché avevo bisogno di togliermi un po’ di ruggine. Certo, mi manca ancora un po’ di esplosività, ma vorrei ricordare che ho perso contro un certo Boonen. Se non ci fosse stato lui, probabilmente avrei già tre vittorie nel paniere».
A proposito di paniere: il belga vorrà rompere le uova sul traguardo della Sanremo il prossimo 24 marzo.
«Questo è sicuro, ma per quella data sarò pronto alla sfida: quelle che si disputano prima della Classicissima sono tutte da considerare amichevoli estive, la Sanremo sarà invece il primo vero traguardo di stagione. È lì che vedremo chi è il più forte».
Oggi Donoratico, poi in Spagna al Giro dell’Algarve e alla Valciana, poi ritorno in Italia per la Tirreno-Adriatico... «Questo è il mio programma di avvicinamento, il mio cammino verso via Roma. In queste corse spero di trovare la giusta condizione, e qualche vittoria».
È un Petacchi sereno, che sembra non essere stato toccato minimamente dai terremoti che da mesi tormentano il mondo del ciclismo. «È successo di tutto e di più, ma io avevo ben altro a cui pensare: dovevo tornare ad essere un corridore. Delle vicende spagnole cosa posso dire? La giustizia ha fatto il suo corso e molte cose sono state ridimensionate. Noi corridori abbiamo anche dato la nostra disponibilità al test del Dna. Nel ciclismo la lotta al doping è sempre più serrata, noi corridori stiamo facendo la nostra parte».
E oggi tocca a lei fare la sua parte a Donoratico...
«Lo spero. Dicono che vincere a Donoratico vale quanto un’amichevole estiva? Be’, anche Boonen mi ha battuto al Giro del Qatar...».