Petacchi, volata no si frattura una mano

da Sepang

In due gare, Valentino Rossi ha praticamente dimezzato il distacco da Hayden, passando da -51 a -26 punti: come dire che l’impresa di conquistare il titolo mondiale è alla portata del campione.
«Dopo Laguna Seca - svela - ero piuttosto avvilito, pensavo che il mondiale fosse ormai perso. Poi, nella pausa, mi sono caricato, in Yamaha hanno lavorato duro, rinunciando anche alle ferie, e la M1 è tornata competitiva. Adesso la situazione è chiaramente diversa, anche se il distacco è ancora notevole. Ci voglio provare, senza stare troppo a pensare ad Hayden e Pedrosa. In fondo, non devo essere io a preoccuparmi, perché ho già conquistato sette mondiali. Insomma, qualcosina ho vinto. Sono due gare che arriviamo davanti ai piloti della Hrc, l’importante è mettergli pressione fino alla fine del campionato».
Rossi sa di essere il più forte e aver vinto una sfida come quella di Sepang con Capirossi lo carica ulteriormente. «A un certo punto - racconta divertito - mi sono ritrovato in piega a 210 km/h a pochi centimetri dalla carenatura della Ducati e ridevo da solo dentro il casco per la goduria. Certe cose le puoi fare solo se ti fidi ciecamente del tuo rivale e io mi fido di Capirossi. È stata una sfida leale, corretta, che entrambi avremmo potuto conquistare: se la rifacciamo cinque volte, tre le vinco io e due lui. O viceversa».
Una tesi condivisa anche da Loris Capirossi, che però non può essere altrettanto felice. «Sarei bugiardo se dicessi che sono contento al 100 per cento - ammette -. Queste sfide a volte le vinci, altre non ce la fai, l’importante è giocarsela sempre nel massimo della lealtà come abbiamo fatto noi. Un pilota è grande anche quando sa perdere».
Pur staccato di 43 punti, Loris non si dà per vinto, anche se sa benissimo che non sarà facile annullare uno svantaggio così importante. «Sono abituato a combattere - non si tira indietro -, nella mia carriera non ho mai avuto niente di facile, mi sono sempre dovuto guadagnare tutto sul campo. Anche quest’anno ho sofferto tanto, ma dobbiamo crederci ed essere veloci nelle quattro gare che rimangono. Alla fine faremo i conti».
Sta cominciando a farli anche Nicky Hayden, ancora una volta quarto in Malesia, come nei tre anni precedenti: il capoclassifica del mondiale sta vedendo assottigliarsi sempre più il suo enorme vantaggio e adesso il compagno di squadra Daniel Pedrosa è a soli 22 punti. «Non ho scuse - confessa onestamente - non ho guidato come avrei dovuto». E si prende anche tutte le responsabilità per aver scelto di correre con la Honda RC211V evoluzione, abbandonando la «vecchia» moto che gli aveva consentito di conquistare due GP e la vetta del mondiale: tutto sommato, non era poi così male... «È stata una mia decisione. Nei test di Brno avevo ottenuto tempi strepitosi con la nuova moto e mi sembrava giusto utilizzarla in Malesia. Adesso, però, non so cosa fare in Australia».
Il capoclassifica è confuso: un vantaggio enorme per i suoi inseguitori.