PETER CINCOTTI Lo swing più sexy del mondo

In scaletta brani dell’ultimo album «East of Angel Town»

25 anni, newyorchese, look e impudico faccino da dandy, un talento fuori del comune che un mensile musicale americano aveva intravisto in anticipo nel 2002 scrivendo: «I giovani idoli dello swing comincino a tremare; sta arrivando Peter Cincotti». Poi Harry Connick Jr, pioniere del nuovo swing e uomo che sa guardare lontano, ha completato l’opera portandolo sul palco con sé, ancora ragazzino, ad Atlantic City. Quindi il ragazzo è esploso, cantante dalla modulazione precisa e dalla lirica sensualità, dal pianismo espressivo e dinamico, si è buttato nel mondo del jazz coniugando swing, melodia e ballata confidenziale.
Da moderno crooner che ha bruciato le tappe si presenta domani sera allo Smeraldo accompagnato dal suo ultimo lavoro, East of Angel Town, che unisce al jazz venature più soul e persino pop, a sottolineare i racconti urbani della metropoli americana. Temi orecchiabili ma non semplicistici, Cincotti vola alto nelle classifiche di mezzo mondo, riempie le sale da concerto, ha fatto colpo persino su Ray Charles che a Montreal nel 2003 ha voluto conoscerlo dopo uno show e s’intrufola spesso ai piani alti delle classifiche jazz di Billboard. Jazz? Non jazz? Molti s’interrogano sul suo stile, altri lo ignorano, altri ancora ne apprezzano il piglio, l’impegno ma anche lo spirito libero. Lui fa spallucce ad ogni commento: scrive brani che occhieggiano a Sinatra e Nat King Cole arrivando fino a Billy Joel e Stevie Wonder. In dischi come On the Moon rilegge classici come St.Louis Blues di William Christopher Handy rivestendoli con arrangiamenti di sassofoni e ritmi incalzanti. «Non amo le definizioni, non ho mai pensato alla musica come a una moda e non voglio dividerla in generi. Per questo amo Jerry Lee Lewis, Miles Davis e Joni Mitchell. La mia musica è un grande ombrello sotto cui riparo le cose che voglio preservare dai bombardamenti esterni».
I suoi rivali su questo piano sono molti, diversi tra loro e uniti dalla passione per lo swing. Il primo, il peso massimo del genere, è Michael Bublé, ma poi ci sono l’inglesino Jamie Cullum (che citando Jimi Hendrix e Cole Porter nel 2005 ha veduto solo in Gran Bretagna più di due milioni di copie del cd Twenty Something)e una giovane schiera di artisti che comprende pure il trombettista Chris Botti. «Non invidio nessuno. Bublé e Cullum sono due grandi interpreti, poi ci sono le donne, eccezionali, da Madeleine Peyroux a Norah Jones a Diana Krall». Lui se la gioca con i quadri dell’ultimo disco, che indaga tra luci e ombre della tentacolare New York. «Amo la mia città e ho voluto raccontarla a chi non la ama perché non la conosce. C’è tanta violenza, tanta ingiustizia, tanta povertà, ma c’è anche gente fantastica, che conosce i valori e l’amicizia. E poi è il centro della cultura, delle arti, della musica, lo respiri nell’aria». Così nascono brani come Goodbye Philadelphia.
E poi Cincotti ha altre frecce al suo arco; ha recitato, interpretando se stesso, nel film biografico su Bobby Darin Beyond the Sea e in Spiderman 2 e, dulcis in fundo, è stato votato dalle donne, sul magazine People, come «l’uomo più sexy del pianeta». «Quando ho visto quel sondaggio ho riso per mezz’ora, fa piacere essere amato, ma non vorrei che facesse passare in secondo piano la mia musica».
Peter Cincotti
Teatro smeraldo
domani, ore 21
02-29006767