Peter Pan, un successo che vola alto

Fino al 26 al Teatro Ventaglio Smeraldo di Milano l’opera musicata con i brani di Edoardo Bennato

da Milano

Più che il successo (150mila presenze nelle oltre cento repliche), colpisce la qualità di questo musical. Peter Pan è stato il più seguito della scorsa stagione e ora (fino al 26 dicembre) sta raccogliendo al Teatro Ventaglio di Milano gli applausi che ha già messo via in altre città italiane.
D’altronde la miscela tra copione, musica e attori era già sulla carta una garanzia di riuscita. Il mito di Peter Pan è forse il più attuale tra tutti quelli creati dalla letteratura negli ultimi secoli: l’incapacità di crescere, la volontà di non prendersi responsabilità, il desiderio di svolazzare senza impegni nell’illusione di una eterna giovinezza sono tra le costanti di questo nostro periodo. In più ci sono le musiche, che sono famose, strafamose, ormai entrate nella coscienza collettiva: quelle di Edoardo Bennato che con l’album Sono solo canzonette raccontò a modo suo una delle favole più amate dal pubblico. E così chi non ricorda brani come Capitan Uncino o L’Isola che non c’è, uno degli autentici capolavori della nostra musica leggera.
Con questa colonna sonora, alla quale Edoardo Bennato ha aggiunto l’inedito Che paura che fa Capitan Uncino, Peter Pan vola davvero durante tutto il musical. E il merito è anche di Manuel Frattini, che nei panni di Peter Pan arriva in volo nella camera dei piccoli Darling dove duetta con Wendy, e di Claudio Castrogiovanni (Capitan Uncino) o di Riccardo Peroni (Spugna) che sulla Nave dei Pirati lasciano di stucco mescolando grande tecnologia, indubbie capacità interpretative e persino un ironico tip tap in stile Broadway che chiude il primo tempo. A dominare invece il secondo tempo sono le scene corali durante le quali il brano Viva la mamma raggiunge picchi di qualità e strappa applausi a scena aperta. E, come se non bastasse, ci sono giochi tecnologici di alto livello come la realizzare di Trilly, la celebre fatina, con un fascio laser.
Insomma, nello spettacolo si ricrea il mondo dell’infanzia che solo all’apparenza è magico e incantato. Se è vero che, come recita il titolo di un brano, Ogni favola è un gioco (qui piazzato giustamente in conclusione dell’opera), è altrettanto innegabile che la storia di Peter Pan è il paradigma di una realtà sempre più concreta.
E lo confermano pure le rilevazioni sociologiche, che attribuiscono ai giovani uomini una sempre minore volontà di maturare, assumersi responsabilità e quindi creare una famiglia. E così quella che è chiamata «sindrome di Peter Pan» è un attualissimo specchio dei tempi. Forse anche per questo il musical è così seguito e apprezzato, a conferma di una strategia, quella del Teatro Ventaglio Smeraldo, capace di sintonizzarsi con le esigenze del pubblico.