Petrella, sulla grazia decide il capo dello Stato

La risposta del Quirinale all'Eliseo: il potere di concedere la grazia spetta "insindacabilmente" al presidente della Repubblica e qualsiasi
appello che gli venga rivolto deve tenere conto di questo

Roma - Il potere di concedere la grazia spetta "insindacabilmente" al presidente della Repubblica e qualsiasi appello che gli venga rivolto deve tenere conto di questo, "delle norme vigenti e della giurisprudenza costituzionale". È quanto puntualizza una nota del Quirinale, dopo il dibattito aperto dalle parole del presidente francese Sarkozy sulla grazia all’ex Br Marina Petrella per la quale si sarebbe impegnato anche il premier Silvio Berlusconi.

La risposta del Quirinale "A proposito di dichiarazioni rese alla stampa insieme con l’annuncio della estradizione dalla Francia di persona condannata all’ergastolo per molteplici, gravissimi delitti di terrorismo e finora latitante, negli ambienti del Quirinale - si legge nella nota della presidenza della Repubblica - si precisa che in materia di provvedimenti di grazia, qualsiasi auspicio o appello al capo dello Stato italiano deve tener conto delle norme vigenti e della giurisprudenza costituzionale, delle condizioni che ne sono dettate per l’esercizio del potere di grazia attribuito al presidente della Repubblica e infine delle valutazioni di ordine generale che insindacabilmente gli spettano".