Il petroliere Garrone pronto a carburare il ritorno quotidiano del «Cittadino»

Il petroliere Duccio Garrone (come riporta «Panorama») dovrebbe essere uno dei finanziatori del nuovo progetto editoriale del cardinal Bertone, nostro arcivescovo, il quale vorrebbe pubblicare un nuovo quotidiano cattolico a Genova (si dovrebbe chiamare «Cittadino»). La notizia ha scosso un po' tutti: si sa, Garrone è anche finanziatore di «Europa» il quotidiano della Margherita, nel qual partito milita il professor Claudio Gustavino in aperta polemica (per via della pillola abortiva) col Cardinale. Come si svilupperà questo triangolo «cattolico-politico-industriale» Bertone-Garrone-Gustavino?
Caffè. Li chiamano i «caffè da sfogliare». Caffè dove si può sorseggiare un buon vino, si può leggere, si può far salotto. Anche Genova è, su questo versante, all’avanguardia: perché accanto ai celebri caffè italiani come il «Salotto 42» di Roma o «L’Intra-Moenia» di Napoli o lo «Zo caffè» di Bologna o «La caffetteria degli Atellani» di Milano, ecco nei nostri fascinosi vicoli e nelle nostre piazzette più antiche tre «caffè da sfogliare».
In uno degli angoli più antichi della città, in quel di Sarzano, esattamente piazza Santa Croce 21, si apre «La passeggiata» avviata da Fabio Caccia da circa un anno e mezzo. È «libro/caffè» tutto attaccato, con una insegna molto originale che riporta una formula matematica, quella dell’entropia. Un caffè dove si leggono, mentre si consuma, solo libri di scienza. «Siamo degli eremiti - sorride Fabio - perché siamo in un angolo un po’ nascosto, ma ci scoprono lentamente...». Le «crepe salate», ed anche quelle dolci sono formidabili e gli scienziati che scoprono queste prelibatezze le apprezzano più di certe letture. A mezzogiorno si mangia qualche buon piatto, alla sera si prenota per qualche ottimo «primo» e qualche calice di vinello doc. Era un’antica chiesa, una volta. Vista sul mare, fra le antiche crose, una vera passeggiata fra scienza e «crepe».
Scendendo verso il mare nella nobile via dei Giustiniani ecco il «Dada» al numero 3. Un anno fa Matteo Raselli, grande appassionato di architettura decide di aprire questo spazio offrendo libri d’arte e di architettura, molto belli e molto costosi. Tutto, insomma, per il design, ma per permettere una attenta consultazione di questi volumi, ecco la possibilità di gustare un buon vino o di assaporare qualche piatto freddo, un budino molto chic, un panino «cesellato» da un cuoco niente male. Nasce così, da questo ex magazzino di mobili, un «caffè-libreria» molto frequentato ormai da studenti e da architetti ovviamente. C’è anche uno show-room di oggettistica sempre legata al mondo del vino: bicchieri, porta bottiglie firmate. Il nome sta per design e architettura da asporto. Gli architetti genovesi hanno imparato, proprio qui, a coniugare un bel progetto di restauro con un budino freddo che levati...
L’ultimo «salotto letterario» si chiama «Nouvelle Vague» in vico de’ Gradi numero 4. Un buon libro, un buon caffè. Un wine bar di lusso. Ma sempre molto soft, vi arrivano gli appassionati di cinema o ovviamente degli ultimi «novelli» d’annata. A cena si prenota e si assaporano piatti semplici, ma stuzzicanti.
Ottone. L’antico Piero Ottone, innamorato della nostra terra, ha elogiato in un suo fondino su «Repubblica» il fatto che l’Hotel Riviera avesse dedicato una targa ad Ernest Hemingway, nel ricordo del soggiorno dello scrittore nel 1923 proprio in quell’albergo. Senonché l’ottimo Ottone ha definito l’Hotel Riviera, «grande albergo di Recco».
In verità il «Riviera» è il fiore all’occhiello della ricettività turistica di Rapallo dove Hemingway veniva spesso e dove scrisse anche un suo celebre racconto, «Gatto sotto la pioggia». Diavolo d’un Ottone: per troppo amore confonde Recco con Rapallo... L’amico Claudio Gambero titolare del Riviera ha sorriso: «Non rubateci il nostro Ernest...».
Lauzi. Il cantautore genovese, intervenendo ad un dibattito televisivo locale sul «Caso Tenco» ha, senza peli sulla lingua, affermato: «Non mi interessa minimamente questo nuovo caso. E penso che la denuncia di tre giornalisti abbia uno scopo principale: quello di fare un film». A questo giudizio si è unito anche Michele, presente al dibattito.
Grillo. Il senatore Gigi Grillo, ogni tanto, si catapulta a Rapallo per sentire il polso dei suoi dopo questi tormentati momenti: nei giorni scorsi ha sontuosamente invitato circa duecento amici dalla «Manuelina» per gli auguri natalizi. I politici rapallesi, invece, hanno scoperto un nuovo simpatico localino che si chiama «Al Monaco». Alla guida un eccellente manager della cucina, Roberto Sartori al cui fianco appare spesso anche la sua figliola Cristina (appassionata di calcio, manager immobiliare, modella, etc...). Il sindaco Capurro quando deve festeggiare qualche bella iniziativa (e di questi tempi sono tante: dall’ospedale, alla messa in sicurezza del Boate, al tunnel per Santa Margherita, ai «falchi» anti piccioni, ai cassonetti interrati, etc...) riunisce i suoi fidi per un buon piatto di «tortelloni» di pesce col sugo di funghi e tartufi. Giorgio Costa, Zizi Zerega, Paolo Jantorno, la dottoressa Gallo (la «zarina» del Comune), Graziano Cesari, Walter Di Carlo. Tutti a complimentarsi gli uni gli altri per i successi ottenuti. Tutto innaffiato con vini d’annata.