Petrolio a 106 dollari Supereuro a quota 1,54

La moneta unica vola sopra quota 1,54. Negli Usa distrutti 63mila posti di lavoro: è il calo più consistente dal 2003. Piazza Affari chiude perdendo l'1,88%

Milano - Giornata difficile per i listini europei che chiudono in perdita. Dopo il tonfo dei mercati azionari asiatici, con Tokyo che ha perso il 3,3% e Hong Kong scesa del 3,6%, anche il supereuro, volato sopra quota 1,54 dollari (nuovo record storico di 1,5464), contribuisce a deprimere le piazze del Vecchio Continente. A peggiorare l'azionario i dati sull'occupazione americana che vede sfumare 63mila posti di lavoro. Il petrolio sfonda un nuovo record, superando anche la soglia dei 106 dollari al barile al mercato di New York: le quotazioni sono salite al massimo storico di 106,53 dollari al barile.

Spread in crescita Lo spread tra i Btp decennali e i bund tedeschi si è ampliato ulteriormente a 70 punti, toccando il nuovo massimo dal’inizio del 1999. Secondo gli analisti la paura per la crisi finanziaria internazionale spinge gli investitori a rifugiarsi nei bund tedeschi con rating a tripla A. Sempre la paura della crisi finanziaria spinge a comprare commodity, considerate ormai alla stregua di beni rifugio: il prezzo del "light crude" continua a viaggiare oltre i 105 dollari al barile, mentre il Brent ha toccato un nuovo massimo a 103 dollari.

In frantumi 63mila posti di lavoro Nel mese di febbraio l’economia Usa ha distrutto 63mila posti di lavoro nei settori non agricoli sebbene la disoccupazione sia scesa del 4,8 per cento. Il dato di febbraio si è rivelato ben al di sotto delle stime del mercato che aveva scommesso su un dato piatto. Il calo di 63mila unità rappresenta il più consistente dal marzo 2003: riviste al ribasso le payroll di gennaio da un negativo di 17mila unità a un negativo di 22mila. In questo momento il mercato sui fed funds sconta le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed prima del meeting del 18 marzo. Il dato ha lasciato di stucco i mercati: panic selling sui mercati americani con i derivati degli indici azionari di Wall Street in forte calo. Ondate di vendite anche in Europa dove i listini chiudono in perdita con Londra che cede lo 0,83%, Francoforte l'1,22% e Parigi l'1,48%. A piazza Affari il Mibtel perde il 1,88% e l’S&P/Mib il 1,95%.

Crisi dei mutui Il timore adesso sono le insolvenze dei gruppi specializzati in prestiti sui mutui e in cartolarizzazioni garantite da mutui. Ieri si sono infittite le voci di una bancarotta del gruppo americano Thornburg Morgage, che hanno mandato a picco i titoli del gruppo. Oggi è arrivata la notizia che Carlyle Capital, controllata olandese del colosso Usa Carlyle, è stata sospesa dalla borsa di Amsterdam. Il fondo olandese aveva ricevuto un avviso di insolvenza per non aver reintegrato i margini di garanzia, per un totale di circa 37 milioni di dollari. Notizie inquietanti anche per il colosso finanziario Usa Citigroup, che intende tagliare la sua esposizione nel settore dei mutui di 45 miliardi di dollari, pari a un quinto dei 213 miliardi di dollari di portafoglio complessivo. Intanto l’altro colosso statunitense delle assicurazioni sui bond Ambac annuncia di aver venduto azioni e attività per 1,5 miliardi di dollari, per rastrellare capitali e puntellare le perdite, evitando così di perdere il rating a tripla A.

Petrolio alle stelle Il petrolio vola al nuovo record, superando anche la soglia dei 106 dollari al barile al mercato di New York. Il contratto consegna aprile sul light sweet crude è salito fino a toccare un top a 106,53 dollari al barile, mentre il brent è arrivato a 103,98 dollari.