«Petrolio? Ancora 3 anni di calvario»

Il problema della raffinazione e il difficile momento per i vettori aerei

da Parigi

Bisogna rendersi conto del carattere ciclico del mercato petrolifero e del fatto che le difficoltà di raffinazione dureranno per almeno altri tre anni. Forse cinque. Questo il succo dell'intervento tenuto ieri a Parigi dall'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, invitato a intervenire all'Assemblea generale della Iata (l'Associazione internazionale del trasporto aereo, che raggruppa 261 compagnie del mondo intero, rappresentando la quasi totalità del settore). Le compagnie aeree sono colpite dall'aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi e i loro esponenti hanno seguito con particolare interesse l'opinione di un esperto, riconosciuto e rispettato a livello mondiale, come appunto Scaroni.
Sul piano della raffinazione, l'amministratore delegato dell'Eni ha sottolineato il fatto che attualmente «si sta investendo molto in Asia, Stati Uniti e Medio oriente, ma i tempi per ottenere risultati rilevanti non possono essere brevi». È appunto una questione di tre-cinque anni.
«In Europa - ha aggiunto - è praticamente impossibile costruire nuove raffinerie e bisogna perlomeno salvaguardare le capacità esistenti». Dal canto suo l'Eni sta investendo un miliardo di euro nelle raffinerie di San Nazaro dei Burgundi (Pavia) e Taranto. Paolo Scaroni ha anche insistito sulla ciclicità del mercato del settore: i prezzi del petrolio sono saliti perché «otto anni fa erano troppo bassi e nessuno investiva, ma scenderanno nuovamente nel 2012-14 in quanto si tratta di un mercato molto ciclico, come dimostra l'analisi del passato». A tale proposito Scaroni ha ricordato che nel 1982 il prezzo del barile era di 32 dollari, ossia l'equivalente di 90 dollari attuali. Ma nel 1998 è precipitato a 9 dollari, per poi riesplodere negli ultimissimi anni. Proprio ieri - a seguito delle minacce iraniane di utilizzare il petrolio come arma politica - il prezzo del Light crude ha toccato a New York i 73,84 dollari, risuperando la barriera dei 73 dollari e avvicinandosi al record del 21 aprile scorso: 75,35 dollari. A Londra il Brent, petrolio del Mare del Nord, è aumentato di 1,13 dollari, toccando i 72,16 dollari. Da Parigi è arrivata intanto una buona notizia per Alitalia, il cui presidente e amministratore delegato Giancarlo Cimoli è entrato a far parte del «board of governors» della Iata.