Petrolio in cambio di aiuti umanitari Gli strani affari del dittatore Saddam

«Oil for food», cioè petrolio in cambio di cibo. È il nome dell’inchiesta aperta anni fa dall’Onu per far luce sugli illeciti che avrebbero accompagnato la campagna umanitaria delle Nazioni Unite che aveva lo scopo - dopo la prima Guerra del Golfo - di aiutare il popolo iracheno vittima dell’embargo. La formula era il baratto: generi di prima necessità in cambio di petrolio. Ma l’operazione si è presto trasformata nel «passepartout» ideale per affaristi pronti a fare soldi con l’oro nero di Saddam. Nel 2003 spunta un dossier con i nomi che vengono associati ai barili di greggio. L’Onu avvia un’indagine e qualche tempo dopo conferma la «lista» dei 270 tra cui appare anche l’ex consulente della Regione