Petrolio e cereali, Tremonti taglia i prezzi

Il titolare dell’Economia sarà stasera a Bruxelles dove parteciperà
alla riunione dell’Eurogruppo: chiederà l’estensione della norma che
facilita in due
settori chiave la concorrenza tra gli Stati dell’Unione europea.
Proporrà una diversa applicazione del Trattato di Roma

Roma - Giulio Tremonti terrà banco questa sera a Bruxelles. Durante la riunione dell’Eurogruppo (ne fanno parte i Paesi europei che hanno adottato la moneta unica) il ministro dell’Economia illustrerà sia la manovra triennale approvata dal Consiglio dei ministri (vero anticipo della legge finanziaria, ma spalmata su tre esercizi) sia il suo progetto per frenare la speculazione che si abbatte sui prezzi delle materie prime.

Nella sostanza, stasera nell’ambiente informale dell’Eurogruppo - le decisioni a livello europeo vengono prese dall’Ecofin, a cui partecipano tutti e 27 i ministri dell’Economia, e non solo quelli di Eurolandia - Tremonti illustrerà il suo Piano di un’estensione dell’applicazione dell’art. 81 del Trattato di Roma. La norma vieta le pratiche che possono condizionare (limitandolo) il commercio tra gli Stati dell’Unione, restringendo o falsando la concorrenza. Il ministro dell’Economia ritiene che, al momento, la speculazione sui prezzi del greggio e su quelli dei cereali possa infrangere l’art. 81 del Trattato.

«Ogni contributo nel quadro del dibattito sui prezzi del petrolio è benvenuto», confida una fonte della presidenza di turno francese. Un’apertura di credito che segue quella già fatta la settimana scorsa dal portavoce del commissario Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes. Secondo Jonathan Todd, l’art. 81 del Trattato di Roma «può essere applicato se vi è prova di collusione» tra gli operatori.

Il nostro ministro dell’Economia ritiene che la norma del Trattato potrebbe essere estesa anche agli operatori internazionali, anche se non direttamente europei. E per quanto riguarda la «prova» della collusione, Tremonti parte dal presupposto che la speculazione si muove in contemporanea sui mercati; e spinge verso l’alto le quotazioni delle materie prime: da qui gli estremi per ricorrere all’applicazione dell’art. 81 del Trattato di Roma, che vieta simili pratiche.

Per combattere l’Idra della speculazione (fenomeno che il ministro definisce una «peste»), Tremonti ha lanciato nei giorni scorsi anche un’altra proposta a livello globale. Vale a dire, aumentare i depositi richiesti agli operatori che investono in contratti «future» di petrolio. I contratti «futures» sono quei contratti in base ai quali si «scommette» su dove arriverà il prezzo del greggio fra due o tre mesi. E sono quelli che oggi viaggiano intorno ai 145 dollari.
Secondo il ministro, se le banche d’affari prevedono che i prezzi saliranno, sono poi le stesse banche d’affari che spingono i prezzi verso l’alto, per raggiungere i target previsti. Da qui, la proposta di aumentare le somme date in deposito, così da scoraggiare la speculazione. Una soluzione, però, che non ha trovato pienamente d’accordo il G8. E che non viene sostenuta nemmeno da Pierluigi Bersani.

È assai probabile, poi, che, nel clima informale dell’Eurogruppo, Tremonti possa illustrare ai colleghi di Eurolandia anche la manovra economica che anticipa il varo della legge finanziaria vera e propria. Per di più, per la prima volta, l’intervento non si basa su un solo anno (il prossimo) ma su tre anni. A livello europeo, Mister euro (il lussemburghese Juncker) ha apprezzato l’impegno italiano di raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2011: così come s’era impegnato il precedente governo. Di certo, verrà chiesto all’Italia di accelerare il profilo di azzeramento del deficit, visto l’alto debito pubblico italiano.

In serata, poi, non è escluso che a Tremonti vengano chiesti lumi sulla Robin Hood Tax a carico di banche, assicurazioni e compagnie petrolifere. Mentre domani sarà di scena la discussione all’Ecofin sulla riduzione dell’Iva per i settori ad alta intensità di lavoro. E ne potrebbero beneficiare anche i ristoranti.