Petrolio in forte calo, le Borse in altalena

da Milano

Il salvataggio di Freddie Mac e Fannie Mae, i due istituti che hanno emesso o garantito la metà dei mutui americani in circolazione, probabilmente costerà ai contribuenti Usa 25 miliardi di dollari, lo ha detto ieri il segretario al Tesoro, Henry Paulson. È una notizia buona o cattiva? Probabilmente buona, visto che Paulson ha fatto capire che il governo è intenzionato a intervenire senza indugi nel salvataggio dei due colossi del credito. E infatti ieri l’indice Dow Jones ha chiuso con una performance positiva, più 1,8% (il Nasdaq ha chiuso a più 1,07%), senza dare troppo peso, evidentemente, ad altre notizie che invece sono state poco rassicuranti .
Charles Plosser, membro del Federal open market committee, che decide sulla politica monetaria Usa, ieri ha detto che i tassi potrebbero essere rialzati presto (cattiva notizia). La banca Merrill Lynch ha diffuso un report nel quale ipotizza per l’economia americana una contrazione del prodotto nazionale lordo del 2,5% nel quarto trimestre di quest’anno e in quello seguente (pessima notizia). Il dollaro ha recuperato ancora un po’ di terreno (buona notizia per l’europa e per il greggio, meno per l’America, che faticherà di più a esportare). Il petrolio invece ha continuato la tendenza al ribasso iniziata la settimana scorsa, chiudendo sotto i 127 dollari (buona notizia per l’economia, meno buona per le società del settore e soprattutto per chi ha speculato al rialzo).
Il fatto è che una direzione precisa i mercati, sotto pressione da un anno, stentano a trovarla, con la volatilità alta e i titoli che spesso invertono bruscamente la direzione nel corso della stessa seduta: Wachovia, quarta maggiore banca americana, ieri mattina ha annunciato perdite trimestrali per 8,9 miliardi di dollari. A inizio seduta perdeva oltre il 10%. Poi, in seguito alle parole del suo amministratore delegato, che in una conference call con gli analisti ha detto che probabilmente non si farà alcun aumento di capitale, ha strappato al rialzo, per chiudere la seduta con un guadagno record di quasi il 30%.
La giornata di ieri e stata negativa nelle Borsee europee: a metà seduta registravano un calo medio di circa due punti percentuali, depresse soprattutto dall’andamento dei telefonici. Con il passare delle ore le perdite sono diminuite, e alla fine Londra ha chiuso in flessione dello 0,7%, Francoforte in rialzo dello 0,28%, Parigi è rimasta invariata e quasi invariato è risultato l’indice Mibtel di Milano: più 0,07%. Bruschi cali invece per Madrid (-1,48%), colpita tlc e titoli energetici, e Stoccolma (-2,61%) dove è quotato il big telefonico Ericsson.