Petrolio, l'Opec taglia ancora la produzione

L'associazione dei Paesi produttori di petrolio taglia di altri 2,2 milioni di barili la produzione di greggio, dopo i 2 milioni già "sforbiciati" a settembre. Ma il prezzo del barile in Borsa continua a scendere: ora è sotto i 43 dollaria causa degli annunci non chiari dei petrolieri

Orano - L’Opec ha deciso di tagliare la produzione di petrolio di 2,2 milioni di barili al giorno, a partire dal primo gennaio 2009. È quanto si legge su Bloomberg, che sottolinea come, con questo taglio, l’Opec abbia ridotto la produzione di 4,2 milioni di barili dallo scorso settembre.

Conseguenze negative Effetto boomerang sui prezzi del petrolio degli strombazzati annunci sui tagli alla produzione da parte dell’Opec, il cartello degli esportatori. Un'iniziale confusione su quanto fosse consistente la riduzione decisa oggi ha finito per innescare l’esatto opposto di quello a cui punta l’organizzazione: una caduta dei prezzi. Dopo che in mattinata il barile era risalito oltre i 45 dollari sul Nymex, la Borsa merci di New York, ora i contratti futures sul greggio in prima scadenza cadono di 1,53 dollari e il Wti finisce a quota 42,09. Nel comunicato ufficiale il cartello rivendica che rispetto ai livelli di settembre ora la sua produzione risulta complessivamente diminuita di 4,2 milioni di barili (2,2 mln oggi, 1,5 mln a ottobre altri 500 mila per una precedente rimozione di eccedenza produttiva). Ma il comunicato ha creato confusione e tratto in inganno varie testate, come l’americana Cnbc - uno dei maggiori portali di informazione finanziaria negli Usa - che aveva riferito a tambur battente che oggi l’Opec aveva stretto l’offerta per oltre 4 milioni di barili. Il presidente dell’Opec Chakib Khelil ha successivamente precisato che il taglio di oggi è effettivamente per 2,2 milioni di barile.