Petrolio, Mosca riapre i rubinetti

Dopo due giorni di interruzione completa riparte il flusso di petrolio diretto da Mosca al resto d'Europa. Decisivo un colloquio telefonico tra Putin e Lukashenko e la scelta di Minsk di riunciare ai dazi sul passaggio del greggio

Mosca - La Russia ha ripreso completamente i rifornimenti petroliferi destinati all'Europa: lo ha confermato un alto dirigente della Transneft, l'ente statale russo che controlla in regime di monopolio le reti delle condutture, citato dall'agenzia di stampa Ria-Novosti. "Le forniture sono riprese alle 8,22 ora locale lungo il gasdotto Druzhba (in italiano 'Amicizià; ndr) che attraversa la Bielorussia", ha dichiarato Serghei Grigoryev, vice direttore generale di Transneft. Già nella serata di ieri fonti riservate di settore avevano preannunciato che le autorità di Minsk avevano dato via libera al ripristino del pompaggio, a conclusione della disputa con Mosca.

Via libera Anche la società ungherese del gas Mol e l'oleodotto polacco Pern confermano il ripristino delle forniture russe, mentre la Total, dalla Germania, fa sapere che si aspetta entro oggi l'arrivo del greggio via Bielorussia. Mosca, che aveva chiuso i rubinetti lunedì del petrolio lunedì scorso in tarda notte, si è decisa a riaprirli dopo che Minsk ha cancellato i dazi sul petrolio in transito e, come rivela il vice presidente della Transneft, Sergei Grigoryev, dopo che la Bielorussia ha accettato di restituire le 80 mila tonnellate di greggio di cui si era appropriata all'inizio delle disputa, a titolo di risarcimento e che Mosca aveva richiesto indietro.

Negoziati Intanto, dopo il ripristino delle forniture all'Europa, i negoziati tra Mosca e Minsk proseguono. Il premier bielorusso, Sergei Sidorsky, è volato a Mosca e tratterà con la sua controparte russa Mikhail Fradkov. In ballo ci sono altre questioni bilaterali, tra cui il blocco delle esportazioni bielorusse di zucchero.