Petrolio, nuovo record: arriva l'allarme bollette

L'oro nero sfonda anche il muro dei 109 dollari: la spesa
aggiuntiva per le famiglie dovuta al caro greggio sarà di 820 euro. La Fed soccorre le banche immettendo 200 miliardi di dollari di liquidità e frenando la corsa dell'euro

Milano - Solo l'intervento della Fed riesce a frenare l'avanzata dell’euro che, in mattinata, è volato a 1,5495 dollari segnando un nuovo record storico sul biglietto verde. In salita anche il greggio: le quotazioni dell’oro nero hanno sfiorato la soglia dei 110 dollari al barile.

Gasolio record La corsa la rialzo dei carburanti fa segnare un nuovo record al gasolio, che questa mattina ha sfondato quota 1,36 euro al litro. Secondo gli ultimi aggiornamenti dei prezzi di vendita consigliati dalle compagnie ai propri gestori, rilevati da Quotidiano Energia, il diesel si è portato a 1,362 euro al litro nei distributori Agip, con un balzo di quasi un centesimo e mezzo rispetto all’ultimo picco di 1,348 raggiunto sabato scorso, 8 marzo. Anche altre compagnie hanno rivisto i listini sia della verde che del gasolio: oltre ad Agip, aggiustamenti al rialzo dei listini del diesel sono stati decisi da quasi tutte le compagnie, con un un aumento tra 1 e 2 millesimi di euro al litro e il prezzo si porta così per tutti gli altri marchi a ridosso della soglia di 1,35 euro. Ritocchi all’insù al prezzo della benzina sono stati apportati da Esso e Tamoil, mentre il Cane a sei zampe, a fronte del rialzo che ha portato sul nuovo record il gasolio, ha messo in atto un taglio di 5 millesimi sui prezzi consigliati della verde.

Allarme bollette Per il prezzo del petrolio, il futuro non promette bene. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, il rallentamento delle principali economie mondiali modererà la sete di petrolio ma gli alti prezzi del greggio non sono solo il frutto di speculazione e sono destinati a durare. Anzi. Gli esperti ritengono "improbabile che i prezzi tornino ai livelli visti nella prima parte di questo decennio". Anche in Italia preoccupa il caro greggio, soprattutto per gli effetti sulle bollette di luce e gas. Il presidente dell’Authority dell’Energia, Alessandro Ortis, si dice preoccupato: "Noi abbiamo un sistema che dipende molto dalle importazioni di idrocarburi. Se aumenta il prezzo del combustibile, aumenta il prezzo della produzione e questo ha un impatto sulla bolletta". Ortis ha sottolineato che "i consuntivi" per calcolare un eventuale aggiornamento della tariffe fissate dall’Autorità verrà fatto solo a fine mese e ha aggiunto che l’ennesimo record del prezzo del greggio "ci imporrà delle riflessioni tariffarie". In cifre, l’Adoc ha calcolato in 820 euro la spesa aggiuntiva per le famiglie dovuta al caro greggio. "Il prezzo del petrolio alle stelle - ha rilevato la Fegica-Cisl, sindacato dei gestori dei carburanti - ha fatto calare i consumi, in misura del 9% nei primi due mesi". Ma l’Unione Petroliferi sostiene che i consumi siano calati di appena lo 0,1% nello stesso periodo, ed anzi a febbraio sono risultati in aumento dell’1,6%

L'avanzata dell'euro È senza freni la corsa dell’euro, che stamani ha bruciato tutti i record precedenti sfiorando quota 1,55 dollari. La divisa unica è balzata fino a quota 1,5495 dollari, infrangendo il massimo storico segnato venerdì 7 marzo a 1,5459 e correndo di pari passo con petrolio, le cui quotazioni hanno sfondato per la prima volta la soglia dei 109 dollari al barile. A infiammare la divisa unica, che ieri ha tirato il fiato dopo la corsa della scorsa settimana, hanno contribuito le parole del presidente della Bundesbank e membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, Axel Weber. Secondo il banchiere centrale, con il petrolio agli attuali livelli non c’è spazio di manovra per un taglio dei tassi. Al contrario, gli economisti sono convinti di un nuovo taglio dei tassi aggressivi da parte della Fed il 18 marzo, che renderà ancora più conveniente investire in titoli denominati in euro rispetto al dollaro.

L'operazione della Fed frena l'euro La Federal Reserve ha annunciato un’operazione di swap (scambio) con i colossi finanziari americani per un valore di 200 miliardi di dollari, tesa a fronteggiare la contrazione del credito a cui fa fronte il sistema. Con l’operazione la Fed offrirà alle banche titoli di stato Usa, accollandosi in cambio le attività più rischiose detenute in portafoglio da quest’ultime, rappresentate soprattutto da obbligazioni garantite dai mutui. Immediata la reazione del dollaro in seguito all’annuncio del piano di azione globale della Federal Reserve per ripristinare la liquidità sui mercati finanziari. Nel primo pomeriggio il "cross" eurodollaro cede, infatti, sotto il livello di 1,53 a 1,5297.