Petrolio, nuovo record oltre 100 dollari La benzina vola, si va verso il taglio delle accise

Prosegue la raffica di rincari dei prezzi dei carburanti. La verde arriva a quota 1,4 euro
nella maggior parte degli impianti della penisola. Il governo pensa a un taglio dell'accisa che potrebbe tradursi in un calo di 1-2 centesimi di euro al litro

Roma - Nuovo record del petrolio. Al Nymex il derivato sull’oro nero ha riaggiornato il record a 100,27 dollari al barile. Intanto prosegue la raffica di rincari dei prezzi dei carburanti con nuovi aumenti scattati in quasi tutti i principali marchi presenti in Italia con la verde che arriva così su quota 1,4 euro nella maggior parte degli impianti della penisola. E il gasolio che sale sempre più in alto, ormai ad un soffio da un nuovo record storico.

Intanto il governo sta valutando l'ipotesi di un taglio delle tasse sui carburanti. "Stiamo lavorando e ci sono costanti contatti in corso tra il ministero dell’Economia e quello dello Sviluppo Economico. Stiamo facendo i conti" spiega Carpi confermando che "il decreto attuativo" potrebbe essere varato entro la prossima settimana. "Si sta lavorando per applicare il meccanismo previsto dalla Finanziaria", prosegue il consigliere di Bersani ribadendo che si tratta di dare "un segnale di principio": le possibili ricadute infatti si aggirano in un alleggerimento tra 1 e 2 centesimi al litro. In questa fase - spiega - si devono prendere a riferimento "solo i primi due mesi dell’anno", applicando il meccanismo previsto dalla manovra in materia di scostamento delle medie del petrolio dal valore indicato nel Dpef.

La norma prevista nella Finanziaria prevede la possibilità di un decreto trimestrale del Ministero dell’Economia di concerto con quello dello Sviluppo Economico, che può abbassare le accise sui prodotti energetici usati come carburante o combustibili da riscaldamento per compensare l’extra gettito Iva derivante dalle variazioni di prezzo internazionale del petrolio greggio. In particolare la legge di bilancio prevede la possibilità di intervento nel caso in cui le quotazioni del petrolio aumentino in maniera pari, o superiore - in media del trimestre - a due punti percentuali rispetto al valore di riferimento indicato nel Dpef (71 dollari al barile). Il provvedimento - prevede la stessa Finanziaria - potrà essere adottato per la prima volta entro il 28 febbraio prossimo.

L’intervento dovrebbe così arrivare - conferma Carpi - per la prossima settimana. Alla base della "sterilizzazione" dell’Iva che potrebbe adottare l’esecutivo c’è il meccanismo di formazione dei prezzi al consumo dei carburanti che vede il gettito di tale voce aumentare all’aumento della materia prima. Il prezzo finale alla ’pompà è dato infatti dalla somma tra il prezzo industriale e l’accisa su cui si applica l’Iva al 20%.

Aumentando i prezzi industriali (quelli cioè direttamente legati alle quotazioni internazionali) aumenta così anche la componente legata all’Iva. La scelta di calmierare questo meccanismo con interventi sull’accisa che fa così da "cuscinetto" all’aumento dei prezzi industriali nasce anche dall’impossibilità di intervenire direttamente sull’Iva, regolata dalle norme Ue.