Petrolio, nuovo record: sfonda i 120 dollari

Toccati 120,25 dollari al barile. dopo gli attacchi agli impianti in Nigeria quotazioni in crescita per il restringimento delle forniture. In italia tornano le code al confine svizzero per il pieno

Milano - Il petrolio a New York è salito oggi sopra 120 dollari, con un massimo a 120,25, ovviamente nuovo massimo di sempre. Le quotazioni si sono impennate per via dei timori legati ad un restringimento delle forniture come conseguenza degli attacchi ad alcuni impianti in Nigeria, il maggiore produttore africano. Il rialzo è di 4 dollari rispetto all’ultima rilevazione di venerdì.

Tornano le code al confine svizzero Ai confini italo-svizzeri sono tornate le code dei "pendolari del pieno", di comaschi e varesini diretti oltrefrontiera per il rifornimento di carburante. Terminati gli spostamenti per i ponti di primavera, infatti, le code in dogana sono rimaste: segno che l’afflusso resta più alto. Gli automobilisti in attesa, al 99% acquistano benzina, anche se da qualche settimana pure il gasolio è diventato conveniente, anche se per pochi spiccioli. La psicologia ha la sua parte nella ripresa di un fenomeno diffuso fino agli anni Ottanta e poi scemato, per il livellamento dei prezzi e per l’introduzione, otto anni fa, della tessera per i residenti: chi abita nelle province di Como, Varese e Sondrio ha diritto a uno sconto di 18 centesimi al litro se risiede entro dieci chilometri dal confine, 11 centesimi se vive entro 15 km. Ora però lo sconto non basta più: nei distributori svizzeri prossimi alla frontiera (se si va verso l’interno i prezzi scendono ulteriormente) un litro di benzina verde a 95 ottani costa 1,135 euro contro l’1,40-1,45 dei benzinai italiani. Il risparmio, per un pieno di 50 litri, è di circa 13 euro per chi non ha la carta sconto. Ma anche chi ce l’ha riesce a risparmiare tra i 5 e i 7 euro. Il gasolio, invece, in Svizzera costa tra 1,3 e 1,38 euro al litro. La forbice tra i prezzi italiani e svizzeri si era allargata già nei mesi scorsi, ma in questi giorni si è ulteriormente divaricata dopo la decadenza del decreto sulla defiscalizzazione.

Benzinai in crisi I benzinai italiani della fascia di confine sono in crisi, e chiedono alla Regione di rivedere l’agevolazione per i residenti, come peraltro era previsto dalle norme che introducevano la carta sconto. "La carta, così come è adesso non tiene più", spiega Daniela Maroni, presidente dei gestori dei distributori di carburante di Como. "Le nostre imprese hanno il fiato corto. I conti vanno in rosso per noi, ma anche per la Regione e per lo Stato, che non incassano più le accise di chi va in Svizzera a fare il pieno. Se non vogliono adeguare la carta sconto per noi, lo facciano per le loro casse". Ed era stata proprio l’emorragia di entrate la ratio della carta sconto.