Il petrolio recupera ma non convince

La settimana si chiude confermando la fase di correzione dei prezzi di rame e oro. La retromarcia è favorita dai segnali di frenata che provengono dall’economia mondiale. Le scorte di rame viaggiano sui massimi dei 30 mesi e i prezzi sono scivolati sui minimi semestrali nell’area di 6.600 dollari per tonnellata. Il rientro delle pressioni inflazionistiche ha invece schiacciato l’oro a quota 623 dollari l’oncia, sui minimi mensili. Il petrolio, a quota 63 dollari, ha recuperato terreno sulla scia del taglio produttivo dell’Opec, ma il trend dei prezzi appare incertissimo per molteplici fattori. Il clima mite, la minore dinamicità della domanda e il costante accumulo di scorte sono elementi ribassisti. Sullo sfondo resta la grande incognita delle tensioni geopolitiche. Un elemento che può infiammare i prezzi.