Il petrolio in rialzo di un dollaro

da Milano

Un rialzo di oltre un dollaro, dopo una seduta altalenante: non hanno tardato a manifestarsi sui mercati petroliferi le notizie provenienti dall’Arabia Saudita, dove ieri è stato scoperto un piano collegato ad al Qaida per attaccare installazioni petrolifere e basi militari. A New York il future è arrivato a un massimo di 66,09 dollari il barile, mentre a Londra il Brent è salito di 56 centesimi a 68,21 dollari.
In precedenza, e fino a metà seduta, sulla piazza londinese i derivati sul Brent avevano mantenuto un andamento al ribasso, dopo l’alleggerirsi delle tensioni tra Ue e Iran circa il programma nucleare del Paese membro dell’Opec. Le perdite erano state contenute, tuttavia, da una serie di interruzioni nelle raffinerie statunitensi, che hanno ridotto le scorte di benzina e aumentato la preoccupazione circa l’offerta nel periodo di massima richiesta estivo.
I prezzi hanno cominciato a scendere giovedì, quando il negoziatore iraniano Ali Larijani ha detto che Teheran e l’Unione europea hanno trovato punti comuni in alcuni settori delle discussioni. «Certamente il miglioramento della situazione in Iran è uno dei fattori che hanno contribuito a mettere qualche pressione sul greggio» ha detto Tetsu Emori di Mitsui Bussan Futures. Ora, però, resta da vedere se resterà solo un fatto emotivo la reazione di ieri sera dei mercati in seguito alla notizia sulle intenzioni di al Qaida.
Nei giorni scorsi il dipartimento Usa dell’Energia aveva comunicato che le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono cresciute nella settimana chiusa al 20 aprile di 2,1 milioni di barili a 334,5 milioni, mentre gli stock di benzina sono calati di 2,8 milioni di barili.