Petrolio "in saldo": crolla a 33,4 dollari al barile

Il prezzo del petrolio crolla
sotto i 34 dollari, per il timore di una prolungata recessione. A New York i <em>futures</em> con scadenza a gennaio scendono
fino a 33,4 dollari, per poi risalire leggermente

New York - Il prezzo del petrolio crolla sotto i 34 dollari, per il timore di una prolungata recessione mondiale. Sul circuito elettronico i future sul LIght crude cedono di 2,61 dollari a 33,61 dollari, dopo aver toccato un minimo di 33,44 dollari, il livello più basso dall’aprile 2004 e cioè da circa 4 anni e mezzo.

Le preoccupazioni di Bruxelles La Commissione Europea è "molto preoccupata" per l’estrema volatilità dei prezzi energetici, soprattutto del petrolio. "Quello ci ci preoccupa di più - ha affermato Ferran Tarradellas, portavoce del commissario all’Energia Andris Piebalgs - è questa estrema volatilità", che ha visto il petrolio precipitare dai 140 dollari al barile all’attuale prezzo intorno ai 40 dollari. "Simili oscillazioni - ha denunciato il portavoce - sono dovute alla speculazione e ci preoccupano molto, noi chiediamo che si torni al normale rapporto offerta-domanda". La questione, ha aggiunto, "ci inquieta molto di più che non quella che il prezzo sia alto o basso di per sé". Tarradellas ha inoltre avvertito che la Commissione "vigilerà per verificare che non ci siano comportamenti anticoncorrenziali (e cioè cartelli, n.d.r.) che impediscano di trasferire pienamente ai consumatori il forte ribasso delle materie prime". Il portavoce, infine, ha affermato che Bruxelles ha ricevuto garanzie sia dall’Ucraina, sia dalla Russia, che il contenzioso tra i due paesi sulle forniture di gas non intaccheranno i regolari rifornimenti all’Unione Europea.